di Francesco Marino
Come ampiamente riportato dalla stampa, il 25 settembre scorso, il Cenobio di Santa Margherita Nuova, è stato, dopo un attento restauro, restituito ai procidani.
La cerimonia di inaugurazione è stata programmata e diretta dall’Assessore alle politiche sociali, Sig.ra Maria Capodanno. Se per altri sarà importante raccontare i fasti della cerimonia, noi, semplici opinionisti, vogliamo essere la voce dei cittadini dando spazio ai retroscena ed ai fatti che si nascondono dietro il restauro.
Innanzi tutto la prima domanda è: chi è il proprietario del Cenobio, in tempi lontani abbandonato dai padri domenicani? Al momento dell’abbandono ci fu un autentico saccheggio con la complicità di una parte del Clero dell’epoca e, una delle poche voci che si alzò dal popolo, fu quella dell’allora anticlericale Nardino Costagliola, al quale seguì l’autorevole intervento di Mons. D. Amalfitano che mise tutto a tacere. L’arredo del Cenobio fu disperso in alcune chiese di Procida.
Durante la sindacatura di Aniello Scotto, il Cenobio fu interessato da lavori di messa in sicurezza della struttura da parte della Soprintendenza di Napoli e dotato di un tetto costituito da elementi sperimentali. A lavori ultimati, con “diabolica” tempestività, intervenne la Curia che ne reclamò la proprietà.
