Il Maggio dei Monumenti a Procida

Omaggio a Procida Terra Murata

PROCIDA – Come l’anno scorso, anche la primavera 2019 vedrà protagonisti a Procida gli alunni dell’Istituto Comprensivo 1° CD Capraro con una nuova edizione di Maggio dei Monumenti dal titolo “Sent’ieri che portano e ripartono dal mare”, nell’ambito di “OMaggio a Procida”, iniziativa voluta dal Comune di Procida. La località scelta e “adottata” è Terra … Leggi tutto

Dispositivo veicolare “Maggio dei Monumenti 2019” dal 14 al 18 maggio in località “Terra Murata”

PROCIDA – L’Amministrazione comunale informa che in occasione dell’evento denominato “Maggio dei Monumenti” martedì 14 maggio dalle ore 14.00 fino a sabato 18 maggio sarà vietata la sosta dei veicoli in Largo delle Papere (Terra Murata). Venerdì 17 maggio sarà interdetta al traffico via San Michele, via C. Barra (Terra Murata) dalle ore 17.30 alle … Leggi tutto

Omaggio a Procida

Omaggi Procida docenti

Di Giacomo Retaggio PROCIDA – Chi a Procida in questi giorni si fosse trovato a salire da S. Leonardo allo “spassiggio” di “Sèmmarèzio” si sarebbe trovato di fronte un patibolo con una forca in bella evidenza. Una visione piuttosto inquietante nel pieno sole della piazza. Tranquilli! Non è stato impiccato nessuno, né si ha intenzione … Leggi tutto

Procida: Santa Margherita

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cenobio santa margheritadi Giacomo Retaggio

Lasciato alle spalle il palazzo D’Avalos, attraversi la piazza d’armi e, percorrendo la frescura ombrosa del tunnel della Porta Romanica, ti trovi nel vasto spiazzo antistante l’antica chiesa di Santa Margherita Nuova con il convento annesso o quel che ne resta. E’ un trionfo  di luce, di mare e di colori. Sulla sinistra altre ali del carcere, ancora e sempre carcere: l’infermeria dove una volta (ora è crollata) c’era la veranda per far prendere il sole ai detenuti ammalati di petto, le lavanderie, magazzini vari. Il tutto a picco sul mare, quasi in precario equilibrio. Ti affacci al muretto del terrazzo della chiesa e ti ritornano in mente le parole del vecchio curato di S. Michele, don Luigi Fasanaro, un religioso dall’alta e ieratica figura di prete d’altri tempi:”Questa chiesa e questo convento furono costruiti qui perché i monaci non potevano rimanere più a Santa Margherita Vecchia alla Chiaiolella. Era diventato troppo pericoloso per loro attraversare di notte il paese. Uno di loro fu aggredito ed accecato da un saraceno.” E tu ti chiedi: leggenda o realtà? Quel che è certo e che a Procida nel ‘500 c’erano già un convento ed una chiesa dedicati a Santa Margherita, giù alla Chiaiolella, sulla collinetta omonima. Perché costruire un altro complesso simile e sotto lo stesso titolo sul punto opposto dell’isola? Sicura, però, è la circostanza  che il convento della Chiaiolella era troppo decentrato rispetto al resto del paese, anche in considerazione del fatto che i frati di giorno officiavano per l’isola e di notte si ritiravano in convento. D’altra parte fin dal 1560 i monaci figli di S. Domenico avevano abbandonato, forse veramente per i motivi della pericolosità, la sede della Chiaiolella e si erano sistemati in un oratorio al centro del paese , in quella che diventerà la chiesetta di S. Vincenzo. E poi ti chiedi ancora: che senso aveva costruire un’altra chiesa con annesso convento a pochi metri dalla parrocchia madre di S. Michele?

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Procida: Scarso rispetto per i monumenti

gianni de rubertis

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’amico Gianni De Rubertis. Prendendo spunto dalla sorte toccata alla cancellata del monumento dedicato ad Antonio Scialoja, diventata mezzo di sostegno di segnaletica stradale, così come riportato dal noto Francesco Marino, voglio far presente quanto già denunciato a suo tempo sulla sorte della ringhiera originale del Monumento ai Caduti, sito … Leggi tutto

Procida Santa Margherita Nuova: Un gioiello da utilizzare.

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di Francesco Marino

Come ampiamente riportato dalla stampa, il 25 settembre scorso, il Cenobio di Santa Margherita Nuova, è stato, dopo un attento restauro, restituito ai procidani.

La cerimonia di inaugurazione è stata programmata e diretta dall’Assessore alle politiche sociali, Sig.ra Maria Capodanno. Se per altri sarà importante raccontare i fasti della cerimonia, noi, semplici opinionisti, vogliamo essere la voce dei cittadini dando spazio ai retroscena ed ai fatti che si nascondono dietro il restauro.

Innanzi tutto la prima domanda è: chi è il proprietario del Cenobio, in tempi lontani abbandonato dai padri domenicani? Al momento dell’abbandono ci fu un autentico saccheggio con la complicità di una parte del Clero dell’epoca e, una delle poche voci che si alzò dal popolo, fu quella dell’allora anticlericale Nardino Costagliola, al quale seguì l’autorevole intervento di Mons. D. Amalfitano che mise tutto a tacere. L’arredo del Cenobio fu disperso in alcune chiese di Procida.

Durante la sindacatura di Aniello Scotto, il Cenobio fu interessato da lavori di messa in sicurezza della struttura da parte della Soprintendenza di Napoli e dotato di un tetto costituito da elementi sperimentali. A lavori ultimati, con “diabolica” tempestività,  intervenne la Curia che ne reclamò la proprietà.

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