Lo scenario indecoroso da basso impero che gli “epigoni politici” di questo ventennio stanno offrendo è di uno squallore estremo. Da una parte, attraverso il disgustoso comportamento degli “scherani e delle pitonesse e animali vari” dell’egolatria nonché condannato per il gravissimo reato di frode fiscale ai danni degli inermi cittadini calpestando da perfidi reazionari, tutti gli aspetti giuridici e costituzionali di uno stato di diritto, dall’altra parte lo spettacolo del congresso del PD che condurrà alle primarie dell’8 dicembre questo partito ad eleggere il proprio segretario. Ebbene, qui a cosa si sta assistendo? Ad un evento, dove la maggioranza dell’apparato della politica fallimentare di questi anni, per mera e disperata conservazione del proprio potere sta ostacolando il più possibile con tutti i mezzi la scesa del sindaco di Firenze alla guida del partito.
A Matteo Renzi, bisogna riconoscere che ha reso la discussione a sinistra molto scorrevole e semplice: cioè si vuole continuare a perdere o provare seriamente a vincere per produrre un profondo cambiamento ad un paese che è sul punto di dissolversi?
