Dopo essere disceso dalla chiesa, fatti pochi passi, ti trovi nell’ampio spazio della “Piazza d’armi” che si prolunga sulla destra con un viale alberato, un tempo molto curato, chiuso in fondo dal grosso portone di ferro, sconnesso e arrugginito, dell’ex- carcere. Un senso di angoscia ti assale. Vorresti entrare all’interno, ma non puoi: un lucchetto robusto mantiene le porte chiuse. Nei paraggi abita l’ex- agente di custodia Franco che possiede ancora la chiave per concessione del Ministero. Ti rivolgi a lui che subito intuisce i tuoi desideri e con fare circospetto ( nell’ex-carcere,infatti, non si può entrare) ti fa segno di seguirlo. Dopo diversi tentativi riesce ad aprire la serratura arrugginita ed il portone si apre di quel tanto che serve a farci passare. E tu nel frattempo rifletti su quanto sia ridicola la vita: per venticinque anni, come sanitario dell’Istituto, hai attraversato questa porta , una,due, tre volte al giorno, spesso anche di notte, a Pasqua, a Natale, a Ferragosto, e adesso sei costretto ad entrare come un ladro. L’interno del cortile è colmo di rovi e piante spontanee che superano il tetto. Si passa attraverso un piccolo tratturo ricavato qualche giorno prima da qualche mano pietosa abusiva e clandestina al pari di te. A stento riconosci gli uffici sulla sinistra: della matricola, del maresciallo, della foresteria, del giudice di sorveglianza. Entri all’interno dell’edificio ed attraversi i lunghi, ampi e ormai silenziosi corridoi, getti uno sguardo nei vuoti stanzoni che contenevano venti, trenta detenuti, senti un vento umido filtrare dalle finestre cui mani ignote hanno asportato le sbarre ed è come se un’aura di morte attraversasse tutto l’ambiente.
Palazzo d’Avalos
Procida: Firmato il passaggio del Carcere e Palazzo D’Avalos – Video
Firmati l’atto di trasferimento dallo Stato al Comune di Procida del complesso “Ex Carcere Nuovo e Palazzo D’Avalos” (Terra Murata) e l’accordo di valorizzazione con cui si avvia il progetto di recupero e riqualificazione dell’intero complesso che sarà riutilizzato per attività culturali e turistico-ricettive. Con la firma dell’atto di trasferimento si dà attuazione al programma di valorizzazione siglato dall’Agenzia del Demanio, dal Comune e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, ai sensi dell’art. 5 comma 5 del decreto legislativo sul federalismo demaniale. Si tratta di una procedura speciale che prevede il passaggio di proprietà di beni di grande pregio storico-artistico dallo Stato agli Enti locali, a fronte di un progetto di recupero, valorizzazione e salvaguardia.
Procida: Da domani “Ex Carcere Nuovo e Palazzo D’Avalos” saranno del Comune
Saranno firmati domani mattina l’atto di trasferimento dallo Stato al Comune di Procida del complesso “Ex Carcere Nuovo e Palazzo D’Avalos” (Terra Murata) e l’accordo di valorizzazione con cui si avvia il progetto di recupero e riqualificazione dell’intero complesso che sarà riutilizzato per attività culturali e turistico-ricettive. Con la firma dell’atto di trasferimento si dà attuazione al programma di valorizzazione siglato dall’Agenzia del Demanio, dal Comune e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania, ai sensi dell’art. 5 comma 5 del decreto legislativo sul federalismo demaniale. Si tratta di una procedura speciale che prevede il passaggio di proprietà di beni di grande pregio storico-artistico dallo Stato agli Enti locali, a fronte di un progetto di recupero, valorizzazione e salvaguardia. Il Comune di Procida si impegna, pertanto, ad attuare il programma di valorizzazione attraverso interventi di restauro e riqualificazione sui beni, che saranno realizzati anche grazie al coinvolgimento di capitali privati e finanziamenti pubblici. La firma di domani è un esempio concreto di come forme di partenariato pubblico-pubblico e pubblico-privato possano avviare processi virtuosi di rifunzionalizzazione e di messa a reddito di beni pubblici, incrementandone così il valore economico e sociale.
