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Una minaccia chiamata laicismo

laicismodi Nicola Silenti
Uno spietato nemico incombe sulla nostra civiltà occidentale. Temibile come i famigerati tagliagole dello Stato islamico, non porta però un cappuccio nero sulla testa ma al contrario mostra il suo volto scoperto a ogni ora del giorno e della notte sugli schermi della nostra televisione. Astuto nel suo sorriso di ordinanza, esibisce il suo acume sulle colonne dei giornali e sulle onde dell’etere spacciando il più ovvio dei luoghi comuni per un buonsenso ispirato, lampante e incontestabile. Questo nostro subdolo nemico non scava trincee, non punta cannoni e non imbraccia fucili ma ci combatte dall’interno, perché di un nemico interno si tratta, e dall’interno ci corrode come un cancro divenuto ormai inarrestabile.
Un nemico recondito fatto di una accozzaglia di luoghi comuni, che propaganda il buonismo e l’equilibrismo perenne per verità assoluta, che ammanta di perbenismo anche la più pesante delle banalità, il più ovvio degli stereotipi, il più stupido dei cliché, in un trionfo debordante di frasi fatte e luoghi comuni. Un nemico implacabile, che deturpa le opinioni contrarie tacciandole di preconcetto e di pregiudizio quando non di razzismo. Un nemico che si batte agitando le insegne del relativismo culturale, stringendo il nostro collo di uomini liberi con la pretesa di portarsi via, insieme alla nostra dignità, anche la nostra storia. E il suo migliore alleato siamo noi, con il nostro silenzio complice e la nostra indifferenza negligente.
Questo mostro si chiama laicismo.
Il laicismo è una bestia feroce che attacca i bastioni della nostra civiltà cristiana e colpisce i nostri valori, la nostra cultura, i nostri simboli con l’obiettivo di raderli al suolo. Simboli e tradizioni come la nostra religione cristiana e i suoi capisaldi, ultimo in ordine di tempo il Natale, tacciandolo come un’offesa per gli osservanti di altre religioni e trasformando in un insulto i suoi segni, i suoi canti e finanche il presepe. Già, proprio il presepe, la rappresentazione della natività di Gesù Cristo popolata di segni e personaggi che, a dire il vero, sono più emblema storico e paradigma della Palestina e del Medio Oriente che non dell’Europa o di Roma. Un simbolo messo in questi giorni a dura prova non già dal terrorismo di matrice fondamentalista o dall’ultimo autoproclamato califfo, ma da quanti pretendono di cancellare le nostre tradizioni e i nostri miti come se restare fedeli a noi stessi e alla nostra storia significasse offendere gli altri. Come se tutelare il nostro stile di vita e custodire il nostro patrimonio culturale significasse minacciare quanti provengono da un’altra cultura e un’altra storia, e non vi fosse invece una Costituzione della Repubblica Italiana che ne tutela le prerogative e ne difende tutti i diritti, compresi quelli di opinione e di credo religioso.
Bisognerebbe poter cominciare ad affermare senza incorrere in accuse di razzismo che integrazione è altra cosa dall’assuefazione, dall’annullamento delle proprie origini e dei propri valori e dall’adattamento a un niente generalizzato che offende il nostro essere umani. E che nessuno, in nome di chissà quale verità rivelata, può permettersi di precipitare in un miscuglio indistinto , i valori, le credenze e le tradizioni di una civiltà plurimillenaria.
Sta di fatto che, se è vero che nessun terrorista può cancellare l’Occidente, l’Occidente di laicismo può invece morire.

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Un commento

  1. Il LAICISMO di per se dannoso, viene ad essere invocato non per incredulità verso i temi religiosi delle ricorrenze locali ma, secondo alcuni, per aver TRADITO questi significati; difatti tali ricorrenze invece di ravvicinarci, ci allontanano da ogni e sincera religiosità .
    Nelle famiglie ci si riunisce solo per RITUALIZZARE queste date solenni e, non cambia alcun che nei rispettivi contenuti oramai SVUOTATI D’OGNI E SOLIDALE SIGNIFICATO VIRTUOSO .
    Le file alla cassa dei negozi per regali ed alimenti sono esclusivamente per premiare, ogni oggettivo bisogno natalizio, con scarsa o nulla attenzione per esigenze di tipo diverso !
    A che scopo ritualizzare ricorrenze che di sacro non conservano nulla !

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