Procida. Commenti al vangelo di domenica 6 marzo 2011

“Se oggi venisse Gesù farebbe piazza pulita del 90% delle sovrastrutture che incrostano il volto e l’insegnamento della Chiesa, operando una rivoluzione copernicana di 180° “ .

PAOLO FARINELLA   prete

BUONA DOMENICA! Lina

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Ventosettesimo appuntamento, con la rubrica dedicata ai commenti al vangelo. Eccovi  il commento al vangelo di Mt 7: 21-27 , di questa domenica 6 marzo 2011,  attraverso il video di  p. Alberto Maggi con relativa trascrizione da scaricare e una riflessione di padre Paolo Curtaz e don   Paolo Farinella

IX TEMPO ORDINARIO – 6 marzo 2011
LA CASA COSTRUITA SULLA ROCCIA E LA CASA COSTRUITA SULLA SABBIA – Commento al
Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

Mt 7,21-27
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome?
E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

06 marzo 2011 – Le belle mascherine

È forte, il discorso della montagna.

A prenderlo sul serio, rischiamo la conversione del cuore.

Le beatitudini, prima, poi il lungo discorso in cui Gesù riporta all’origine le tanti prescrizioni che gli uomini avevano aggiunto alla Legge di Dio. Secoli di aggiunte, di sottigliezze, di divieti, di minuzie.

Oltre seicento erano diventati i precetti, una selva che impediva a chiunque di sentirsi a proprio agio, con il conseguente allontanamento della gente semplice da Dio, riservato ormai solo agli ultras della fede, ai devoti oltre ogni misura.

Gesù, invece, ricorda a tutti che la perfezione di Dio consiste nella misericordia, non nell’osservanza scrupolosa di ogni regola, foss’anche religiosa.

E oggi, nella domenica di Carnevale, la Parola ci invita, prima di togliere le maschere ed iniziare il percorso quaresimale, a riflettere sul nostro modo di credere.

Vicina

È una Parola vicina, quella che Dio propone, una Parola da ricordare spesso, come suggerisce la prima lettura, da tenere sempre fra gli occhi e nel cuore; una Parola data perché diventi benedizione, non ostacolo, perché faccia crescere, non stagnare. Dio non è un preside inacidito che impone l’osservanza di regole impossibili, ma un padre che sa come funziona la vita e condivide con noi la sua esperienza.

Il peccato è male perché ci fa del male, perché ci distrugge, perché ci allontana dalla nostra natura profonda, non perché così Dio ha deciso…

Certo: la logica di Dio, ripresa da Gesù, è destabilizzante, inquieta, interroga.

Come possiamo dire di avere osservato tutte le leggi del Signore? Di essere “a posto”? Come possiamo elencare tutte le nostre pie opere davanti alla richiesta dell’imitazione di Dio, non nella sua impeccabilità, ma nella sua misericordia? Oggi la Parola ancora ci scava, ci provoca. Attenti a non indossare la maschera del pio devoto.

Mascherine

Maschera da indossare per farci vedere (umilmente) belli davanti a Dio. Gesù è severo: non basta fare l’elenco delle nostre sante frequentazioni, non basta ricordare a Dio tutte le noiosissime celebrazioni che abbiamo dovuto sopportare con cristiana rassegnazione: nessun taccuino annotato ci permetterà di incontrare il Figlio di Dio, al termine dei nostri giorni… Paolo è tranciante: è la fede che salva, non le opere. Qualche anno dopo, Giacomo equilibrerà l’affermazione troppo forte: la fede senza le opere è inutile.

Ecco ciò che il Signore chiede al discepolo: ascoltare la Parola e metterla in pratica. Non sono sufficienti le opere (anche buone!) per incontrare Dio: senza la fede non ci fanno incontrare Dio. Non è autentica una fede che non diventa quotidianità. Bella storia.

Alluvioni

Non basta conoscere la Parola di Dio.

E neppure praticare una preghiera intensa e quotidiana.

Non basta avere fatto esperienza di Dio in un ritiro o un pellegrinaggio.

Non basta neppure essere stati chiamati da Dio ad annunciare la Parola, investiti direttamente da lui. Non basta tutto questo perché la casa della nostra fede non crolli alla prima tempesta.

Non basta l’ascolto, dice il Signore, ci vuole la credibilità, la coerenza, la vita concreta, i fatti. Siamo pieni di cristiani che si mettono in mostra davanti a Dio e lo smentiscono nel segreto della loro vita.

Il Signore chiede autenticità, verità, anche a costo di sanguinare, di sperimentare la propria oscena nudità interiore. Se, travolti dagli eventi della vita, abbiamo visto le nostre certezze crollare, e i dubbi radere al suolo la nostra presunta fede, forse è accaduto perché la nostra fede era costruita sulla sabbia delle nostre piccole convinzioni umane. S e il Signore ci ha chiamato ad essere suoi discepoli, e da anni camminiamo, con semplicità, sulla strada del Vangelo, non presumiamo delle nostre forze, ma ancoriamoci saldamente alla Parola che può ancorare la nostra vita alla roccia, senza temere le tempeste.

Gioiamo per questo Carnevale, allora, scherziamo e ridiamo nell’indossare i panni di qualcun altro.

Ma nella fede, per favore, togliamoci le maschere.

Niente belle mascherine, davanti a Dio.

Don Paolo Curtaz

Se vuoi rileggere le riflessioni delle precedenti settimane clicca sui link sotto:

– 27 febbraio 2011

– 20 febbraio 2011

– 13 febbraio 2011

– 6 febbraio 2011

– 30 gennaio 2011

– 23 gennaio 2011

– 16 gennaio 2011

– 09 gennaio 2011

– 06 gennaio 2011

– 2 gennaio 2011

25 dicembre

– 19 dicembre

– 12 dicembre

-5 dicembre

– 28 novembre

– 21 novembre

– 14 novemre

– 7 novembre

– 31 ottobre

– 24 ottobre

– 17 ottobre

– 10 ottobre

– 3 ottobre

– 26 settembre

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