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Vivara libera subito

Il tam tam, iniziato con Facebook, è ben presto approdato ad una prima riunione organizzativa per chiedere ed ottenere “Vivara libera subito”. A lanciare la proposta è, non a caso, l’associazione “Vivara, piccole isole”, presieduta da Roberto Gabriele, il gruppo che da anni si batte per la tutela e la valorizzazione della più piccola delle isole flegree. Una prima manifestazione è stata programmata per sabato 26 maggio prossimo: una marcia di “liberazione” per le strade di Procida che partirà alle 10 da piazza Marina Grande, per concludersi proprio sul ponte che, dal 1957, collega Santa Margherita vecchia a Vivara. Ed è proprio il ponte il principale imputato della vicenda che dal 1993 non consente l’accesso a Vivara che, perciò, resta chiusa alla pubblica fruizione. Costruito come “passerella portatubi” dalla Cassa del Mezzogiorno (la struttura supporta la condotta dell’acquedotto campano che rifornisce di acqua potabile un’ampia parte dell’isola d’Ischia), il ponte non è ritenuto transitabile dalla Regione che, lo scorso anno, lo ha ristrutturato con una spesa di 4.000 euro.

Solo di recente è partita un’azione dell’amministrazione comunale procidana, promossa dal sindaco Vincenzo Capezzuto, atta a chiederne la transitabilità attraverso una gestione d’uso che prevede, tra l’altro, per motivi di sicurezza, l’innalzamento di dieci centimetri dell’attuale ringhiera di protezione. Un protocollo d’intesa con la Regione dovrebbe essere firmato il 7 maggio prossimo.

Spiega Roberto Gabriele: “Vivara è ostaggio della burocrazia. Non a caso abbiamo mutuato la parola d’ordine “Vivara libera subito”, sulla drammatica vicenda dei marittimi procidani rimasti ostaggio dei pirati somali per 316 giorni. La vicenda del ponte, con l’assurda proibizione di farvi passare la gente, dimostra che la Regione non ha un’anima: essa non ha seguito quell’evoluzione socio – culturale che dal 1957 ha maturato nella gente, a riguardo di Vivara, un’attenzione ed una sensibilità ambientalista che la vede come un bene da godere e tutelare. Del resto, nemmeno l’istituzione nel 2002, della Riserva Naturale Statale, ha smosso l’anima burocratica dell’ente regionale. Da qui la nostra mobilitazione per dare uno scossone alla vicenda”.

La macchina organizzativa, partita ieri con l’assemblea di Villa Pagliara, prevede nuove riunioni per coinvolgere le scuole, le parrocchie, le associazioni culturali ed ambientaliste presenti sul territorio procidano.
La prima adesione alla manifestazione arriva dall’avvocato Mariano Cascone, presidente della fondazione “Albano Francescano, proprietaria di Vivara:” L’iniziativa degli ambientalisti si muove in quel percorso che, insieme al Comune, stiamo portando avanti con non poche difficoltà.

E’ una sinergia di cui abbiamo bisogno per la valorizzazione dell’isolotto che per noi proprietari è vita, in quanto ci consente di attendere ai nostri fini istituzionali che riguardano l’assistenza ai malati poveri di Procida”.

DOMENICO AMBROSINO

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7 commenti

  1. vincenzo schiano

    Vivara libera subito e sono d’accordo.Come sono d’accordo sul progetto
    “procida ai giovani” sottoscritto anche dall’assoc.vivara onlus.E allora dico benvengano i giovani,quelli che rappresentano la parte sana di questa società,scevri di qualsiasi forma di malizia e di macchiavellismo,almeno con loro si potrà fare piazza pulita della vecchia casta e dei soliti noti che non hanno portato da nessuna parte,ma solo verso i propri interessi personali.Vedi,tra l’altro,cancelli aperti solo per il lipuame ed affini,i loro amici e donne varie al seguito, che ne hanno fatto di Vivara il giardino personale per allegre braciate e non solo,ma tanto tanto altro.Ancora una volta mi chiedo…MA A CHE TITOLO??????

  2. Davide Zeccolella

    tra pochi giorni pubblicheremo le foto della Vivara prima e dopo: due foto del pianoro fotografato nel 2005 /2006 e 2012 che mostrano come i conigli (di chissà quale provenienza…), liberati senza alcuna autorizzazione (A CHE TITOLO?)in una Riserva naturale dello Stato dalla peggiore mentalità cacciatoresca, hanno ridotto la vegetazione dell’isola sacrificata all’allegro scorazzar di cani da caccia che dovevano divertirsi a stanare “i simpatici animaletti” rallegrando lor signori…
    Si capisce, dunque, il perchè dei continui attacchi “acidi”…

    • vincenzo schiano

      Zeccolè tu non eri ancora nato quando a Vivara c’erano conigli ed esseri umani in armonia con il luogo.Cio’che dici sono sempre ed ancora falsità.Questi non sono attacchi acidi,forse lo sono per te,ma da parte mia sono solo verita’ed è questa l’arma che uso contro di voi.La mia coscienza è pulita ma non ne sono sicuro della tua perchè la coscienza che tu hai non è di tua proprietà.

  3. Michele Scotto di Cesare

    Gentile Signor Schiano non ho il piacere di conoscerla personalmente ma più volte ho seguito i suoi interventi sarcastici sul blog. Francamente trovo le sue “entrate “ estremanente fuori luogo e da procidano quale io sono mi vergogno di sentire di continui attacchi verso chi senza fini di lucro o interessi personali e/o fini politici ha continuato e continua a ripulire l’isolotto dai tanti rifiuti lasciati dalle allegre comitive del passato. Adesso basta non ne posso più. E’ tempo che anch’io esprima la mia opinione. Già non mi sono presentato. Le chiedo scusa …ma le dico subito che non sono più tanto giovane; le basti sapere che sono solo 20 anni che studio in silenzio la flora e la vegetazione di Vivara con due pubblicazione ancora in commercio. Sono deluso e amareggiato da quanto lei afferma e fortemente indignato, come botanico, come uomo di scienze e, ripeto, come procidano per tutte le calunnie e le fandonie che emergono dalle sue discussioni. Lei mi parla dell’armonia fra conigli e essere umani… Ma di quale luogo sta parlando? Mi indichi, per favore su quale testo di ecologia o su quale sussidiario emergono assurdità simili? Per favore prima di esprimere una futura opinione a riguardo dia un’occhiata al profondo danno ecologico apportato da queste bestiole in questo umile territorio. Sono tre anni che le sue adorate bestiole hanno letteralmente cancellato tutta la biodiversità vegetale che caratterizzava i pratelli erbosi di Vivara. Lei parla di un passato dove l’equilibrio fra uomini e conigli era regolato dal regolare prelievo apportato dai cacciatori. Ma lei sa che su un territorio protetto la caccia è vietata? Lo sa lei che non è possibile introdurre per nessuna ragione e in nessun caso specie aliene?
    Per favore prima di esprimere altri giudizi venga a farsi una passeggiata per quei sentieri che forse neanche lei riconoscerà più e forse anche lei si chiederà: ma chi ha avuto il barbaro coraggio di introdurre in un territorio dichiarato Riserva naturale dello Stato delle specie aliene?! Da parte mia la saluto e le assicuro che nelle mie passeggiate botaniche ho sempre e solo incontrato persone che a loro danno e con tanto sacrificio continuano a studiare (con tante pubblicazioni scientifiche) , ripulire e soprattutto ad allontanare quelle “allegre comitive bracianti” e soprattutto tutti quegli pseudo ambientalisti che hanno ridotto un tesoro ambientalistico unico nel suo genere in un deserto. In qualunque momento vorrà sono a sua disposizione su ogni ragguaglio tecnico e per accoglierla nel caso volesse a partecipare alle future iniziative della nostra associazione.
    Prof Michele Scotto di Cesare

    • vincenzo schiano

      Prof.SCOTTO DI CESARE sarei ben lieto di incontrarla,a quattr’occhi,per parlarne un po’ del fatto in questione.Se mi dice
      come la posso contattare saro’ io a farlo.
      Grazie

  4. Michele Scotto di Cesare

    Sig.SCHIANO se cortesemente può indicarmi il suo indirizzo email sarò lieto di darle tutti i miei contatti.
    Saluti

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