
L’ultima rivelazione del Cavaliere, fatta a Napoli, riguardo la promessa del “cessate il fuoco” degli abbattimenti, ci ha fatto schizzare letteralmente dalla seggiola. Ci mancava solo che promettesse la ricostruzione delle case già abbattute a spese dello stato.
Operazioni di marketing elettorale? Cosa non si è disposti a fare per recuperare qualche voto.
Promesse di Mr. B. a parte, è ovvio che bisognerebbe fare delle distinzioni serie per regolare questo indiscriminato “bombardamento a tappeto”, distinguendo le case di necessità con quelle che sono state costruite per speculare proprio sulla stessa. Più volte, e da diverse fonti, abbiamo letto che oramai non si costruisce più per una vera necessità dei Procidani di trovare una casa, e siamo completamente d’accordo con questa tesi.
Le difficoltà evidenti, derivate da una contorta gestione amministrativa dell’isola, che in mancanza di un piano regolatore, ha permesso il perpetuare dello scempio dell’abusivismo edilizio, ci hanno portato allo stato attuale. Ci ritroviamo ad avere edifici in ogni dove, costruiti in una notte, tanto che i nostri cantieri sono invidiati fino all’Aquila. In realtà una buona parte di essi non sono più in mano ai Procidani, che li hanno sapientemente venduti, a cifre ben oltre il valore di mercato, a soggetti non residenti a Procida.
Ormai dovremmo aver capito che ovunque c’è un’emergenza sociale si scatenano gli sciacalli, che speculano sulle difficoltà e sulle tragedie delle persone “normali”. In un paese normale si sarebbero abbattute le case costruite per speculare, anche se probabilmente, non si sarebbe neanche permesso di costruire tali edifici a mera finalità speculativa. Siamo sicuri che in mancanza di un piano regolatore, si poteva permettere di costruire, ma solo in modo controllato, amministrando un controllo sul territorio e valutando caso per caso, evitando le speculazioni. Così facendo, oggi, con responsabilità e solidarietà verso tali abusi di necessità, ci saremmo potuti schierare, senza ombra di dubbio, contro la scelleratezza degli abbattimenti.
Come già previsto gli abbattimenti delle case si fermeranno allorquando ci sia il pericolo di toccarne qualcuna che appartenga a persone al disopra della cosi detta “normalità”. Insomma, se non sei nessuno, se non hai soldi, se non porti voti, stai sicuro che verranno ad abbattere la tua unica casa, altrimenti ….. non ti preoccupare, adesso ci pensa Mr. B.
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