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Abbattimenti: Tensione nel Municipio di Bacoli e martedì a Napoli riprende la protesta popolare

di Gennaro Savio
Le famiglie Cardamuro e Carannante, a cui nelle settimane scorse è stata abbattuta la casa, si sono presentate sul Municipio di Bacoli per rivendicare il diritto alla casa. Continua quindi a salire la tensione a Bacoli mentre i Comitati cittadini anti-ruspe hanno organizzato una manifestazione per martedì 10 gennaio 2012 con concentramento a partire dalle ore 9.00 in Piazza Garibaldi a Napoli da dove partirà il corteo che si dirigerà verso il palazzo della Giunta regionale al Centro Direzionale. Domenico Savio: “Bisogna ripartire col piede giusto, senza genuflettersi al potere e ai partiti politici responsabili degli abbattimenti che, al contrario di quanto fatto sino ad oggi, hanno il dovere di risolvere definitivamente questo dramma”.
“Can l’abbattimento ci avete fatto subire un torto”. “Ora dovete darci una casa”. “Bacoli è tutta abusiva”. Sale ancora la tensione a Bacoli dopo gli ultimi abbattimenti e grazie alle immagini mandateci dagli amici della Redazione di FreeBacoli, registrate nella stanza del Sindaco di Bacoli, abbiamo potuto ascoltare la voce di Raffaele Cardamuro, un lavoratore bacolese a cui lo Stato ha abbattuto la casa nel cuore delle festività natalizie senza voler sentir ragione alcuna. Abbattimento avvenuto con disumana barbarie. Seicento uomini in assetto antisommossa nell’oscurità della notte si sono presentati nelle abitazioni delle umili famiglie Cardamuro e Carannante, sbattendo per strada uomini, donne, bambini e invalidi senza un minimo di pietà umana. Uno Stato che per togliere a Raffaele il diritto alla casa ha mostrato i muscoli, e che ora, dopo settimane, lo ha letteralmente dimenticato sulla strada senza preoccuparsi di dargli un tetto, quel tetto che non gli ha mai garantito e che Raffaele come quasi tutti da queste parti è stato costretto a costruirsi abusivamente a causa delle inadempienze di Istituzioni e Amministratori comunali che per decenni hanno guazzato nell’affaire dell’abusivismo ottenendo voti e potere sulla pelle della povera gente a cui sono stati fatti pagare persino gli oneri del Terzo condono. Anche in questo caso, però, l’ennesima beffa.

Lo Stato ha incassato i soldi ed è scappato, senza sanare alcunché, discriminando di fatto i cittadini italiani che vivono in zone vincolate come la Campania. E bene ha fatto e bene farà ora Raffaele a rivendicare quel diritto che lo Stato gli ha tolto con la forza ed è dovere del Sindaco Ermanno Schiano, ritornato in sella alla comoda poltrona di Primo Cittadino dopo la farsa delle dimissioni, trovare i fondi necessari per dare un alloggio dignitoso alle famiglie Cardamuro e Carannante visto che nei mesi scorsi era riuscito a reperire centinaia di migliaia di euro per abbattere le loro case. Intanto sul fronte calco delle demolizioni, riprende anche la battaglia popolare. Infatti al termine di una riunione tenutasi nei giorni scorsi ad Agnano tra i vertici dei Comitati cittadini anti-ruspe, è stata indetta una manifestazione di protesta popolare per martedì 10 gennaio 2012 con concentramento a partire dalle ore 9.00 in Piazza Garibaldi a Napoli da dove partirà il corteo che si dirigerà verso il palazzo della Giunta regionale al Centro Direzionale. Una lotta popolare che riparte su basi nuove rispetto al passato come ci ha spiegato Domenico Savio, Coordinatore del Movimento unificato per il diritto alla casa delle isole di Ischia e Procida: “Bisogna ripartire col piede giusto, senza genuflettersi al potere e ai partiti politici responsabili degli abbattimenti come hanno fatto sino ad oggi i Dirigenti di alcuni comitati napoletani. Il potere politico a tutti i livelli istituzionali al contrario di quanto fatto sino ad oggi, ha il dovere di risolvere definitivamente questa autentica tragedia sociale”.

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