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Accoglienza migranti: La decisione spetta ai procidani

Di Giuseppe Giaquinto

PROCIDA – Appena il dibattito sull’opportunità di accogliere sulla nostra isola 35 migranti ha assunto importanti proporzioni, un gruppo nutrito di noi ha sentito forte la necessità di far esprimere i cittadini su un tema di tale rilevanza che investe coscienze, modi di pensare, timori, preoccupazioni, con atteggiamenti e sentimenti contrastanti.

In soccorso ci è venuto uno strumento previsto dallo Statuto del Comune di Procida e regolamentato nel 1999 che mai era stato utilizzato fino ad oggi. Siamo quindi di fronte alla storica possibilità di far partecipare i cittadini ad una scelta amministrativa laddove la consultazione referendaria che proponiamo si configura come democrazia attiva e come espressione autentica della volontà popolare che ha tutto il diritto di pronunciarsi sui temi di rilevante importanza, come potrebbero essere in futuro anche il divieto di circolazione ed i provvedimenti per il traffico o importanti decisioni sull’utilizzo del territorio.

Attraverso la condivisione di questo strumento tutta la politica locale dimostrerebbe la reale volontà di colloquiare e rendere partecipi i cittadini alle scelte importanti per l’isola.

Ringraziamo il gruppo “Per Procida” che in modo unanime ha aderito alla nostra iniziativa e sottoscritto la nostra richiesta di referendum consultivo. Ci affidiamo ora alla sensibilità ed alla responsabilità di tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale per attivare in tempi rapidi la consultazione popolare.

I procidani potranno così interrogarsi ed esprimersi sul tema dell’ospitalità ai migranti, ed in particolare, se essa rappresenta un’opportunità o una iattura per il territorio, quale incidenza potrà avere su tutta la collettività, se Procida pur non avendo un struttura sanitaria efficiente e sufficiente ed un adeguato numero di agenti di pubblica sicurezza sia in grado di garantire la tranquillità tanto ai procidani che agli ospiti dell’isola, se la questione potrà avere riflessi negativi anche dal punto di vista turistico, considerato che, al momento, le maggiori località turistiche della Campania e dell’Italia si sono ben guardate dal farsi avanti per intraprendere un percorso così controverso e di dubbia utilità.

Del resto non stiamo subendo nessun imposizione ma il tutto viene fuori da un accordo stilato tra Anci e Viminale che offre ai comuni che aderiscono su base volontaria allo SPAR, tutta una serie di agevolazioni ed ingenti disponibilità economiche, di cui vi diremo nel corso del dibattito referendario, che l’amministrazione comunale di Procida si è precipitata a sottoscrivere.

Con il referendum i procidani saranno chiamati a scegliere con coscienza e senza pregiudizi.

Da una parte la vocazione all’accoglienza tipica dei procidani, dall’altra i timori, le paure, la perdita di identità e tranquillità, le ricadute negative sul territorio e sull’immagine dell’isola.

La decisione spetta ai procidani, i veri padroni della nostra isola.

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