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Considerazioni relative al referendum per il nucleare

Riceviamo da Franco Cerase e pubblichiamo, delle considerazioni relative al referendum per il nucleare. Sono 10 considerazioni che costituiscono argomentazioni pro nucleari e le relative osservazioni di contrasto.

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1 ) ci serve energia e dobbiamo necessariamente attingerla a questa fonte

E’ una affermazione vera e falsa insieme . Serve certamente energia perché la nostra stessa sopravvivenza non sarebbe possibile senza ,ma è altrettanto vero che ne sprechiamo tantissima per stili di vita assurdamente dispendiosi in termini di energia. Si può ritenere che il 90% dell’energia che oggi utilizziamo è destinata ad usi non essenziali: l’energia essenziale alla sopravvivenza è dell’ordine di 3000 Kcal al giorno, mentre l’uomo moderno ne utilizza circa 300.000 kcal cioè 100 volte di più. Non si dica che non si possa economizzarne.

2) senza centrali nucleari la nostra bolletta energetica è più cara.

Non conosco i dettagli della questione ma non ho difficoltà a ritenere veritiera questa affermazione. Ma la stessa non mi sembra giusta in assoluto. I conti si fanno in totale e tenendo conto di tutti i fattori che entrano in gioco: è la somma che fa il totale diceva Toto. Se con il nucleare la bolletta risulta più leggera ciò dipende solo dal fatto che una serie di problemi vengono ignorati e scaricati sullo stato e sulle future generazioni come vedremo in uno dei punti successivi.

3 ) l’utilizzo di energia nucleare ci sottrarrebbe alla dipendenza dal petrolio ( che compriamo all’estero, è in via di esaurimento, produce inquinamento in particolare gas serra)

Anche l’uranio dovremo comprarlo all’estero, e non esiste in quantità illimitata, si esaurirebbe allo stesso modo. Se è vero che la reazione nucleare non produce gas serra è altrettanto vero che ha effetti altrettanto nocivi. Inoltre bisognerebbe considerare che la tecnologia della combustione è nota da secoli e le conseguenze dei gas serra si sono riscontrati solo di recente. E’ lecito supporre che con la tecnologia nucleare oltre a quelli già noti si possano verificare col tempo altri effetti nocivi allo stato non noti. Inoltre bisogna tener conto del fatto che buona parte del petrolio oggi lo consumiamo per utilizzi in cui l’energia nucleare non può essere utilizzata (es. i trasporti ).

4) le centrali sono sicure.

Quattro settimane prima dello scoppio del reattore di Chernobil , l’ Economist pubblicava un articolo in cui si affermava che le centrali nucleari erano più sicure di una fabbrica di cioccolato. Forse nel nostro parlamento nell’approvare la legge che speriamo di abrogare con questo referendum si facevano considerazioni simili sulla sicurezza degli impianti di più recente concezione. Poi è successo il caso Fukushima.

Se si tiene conto che in circa 50 anni di vita di questa tecnologia e meno di 450 centrali in funzione nel mondo, si sono verificati almeno 3 incidenti gravi ( Tree mile Island, Chernobil e Fukushima ), la percentuale di incidenti risulta elevata rispetto ad altre tecnologie

5 ) l’italia non è il Giappone , da noi certi terremoti con associati tsunami non si verificano

Il caso del Giappone dimostra esattamente il contrario. L’essere umano non è in grado di prevedere ne i rischi sono prevedibili. La zona di Fukushima non era ritenuta pericolosa e l’onda dello tsunami è risultata molto superiore alle previsioni. Eppure i giapponesi sono ben più esperti di noi in termini di terremoti e tsunami e certamente più scrupolosi.

6 ) l’utilizzo di tecnologia nucleare per scopi civili è uno step da cui si può passare facilmente alle armi nucleari. L’avversione da parte della comunità internazionale ,all’uso della tecnologia nucleare dell’Iran scaturisce da questa preoccupazione. Nessuno potrà mai garantire che nessun paese per quanto civile e democratico sia non possa avere evoluzioni non democratiche tali da indurre qualche “squilibrato “ assurto al potere, all’uso delle armi nucleari. La storia ha già avuto eventi similari. Addirittura si teme che possa essere la malavita organizzata ad essere tentata in questo senso. La semplice diffusione di plutonio ( una parte delle scorie radioattive ) può essere estremamente pericolosa stante lo stretto rapporto tra inalazioni ( anche minime ) di plutonio e lo sviluppo di un tumore.

7 ) Siamo talmente vicini alla Francia ( che possiede centrali nucleari ) che in caso di incidenti saremmo comunque coinvolti.

Questa è una vera chicca dell’intelligenza di chi fa questa obiezione. Infatti per questi signori avere più problemi è meglio che averne uno solo. Se le centrali francesi sono un problema facciamone alcune anche noi cosi aumentano i problemi. E stiamo tutti meglio. Bah. Semmai dovremo batterci perché la Francia dismetta le sue centrali e non al contrario farne anche noi.

8 )a parte gli incidenti macroscopici, si sono verificati altri incidenti, minimizzati o negati dai gestori delle centrali stesse. Ma anche la normale attività della centrale comporta problemi di radioattività per effetto di piccole perdite di materiali,ricambi, gli stessi indumenti del personale e questi stessi possono essere veicoli di radiazioni che comportano problemi alla salute e mutazioni genetiche. Nei pressi della centrale del Garigliano, quando questa era in funzione, sono state riscontrate sia mutazioni genetiche che incrementi di malattie tumorali.

9) una centrale nucleare produce enormi quantità di scorie. Queste sono costituite sia da materiale radioattivo di bassa ed elevata radioattività che da plutonio. Il problema delle scorie viene ignorato dai nuclearisti.

Le scorie a bassa attività ( che comunque costituiscono un problema ) vengono stoccate ( conservate in attesa che il decadimento radioattivo le renda innocue ) in maniera relativamente semplice. Per le altre non esiste allo stato alcuna ipotesi di soluzione. Si pensa si affondarle negli oceani o seppellirle sotto terra. Ovviamente in questa ultima ipotesi ( la più accreditata allo stato ) bisogna evitare di inquinare falde acquifere, e di interessare zone sismiche. Si deve tener presente che alcune di queste sostanze hanno tempi di dimezzamento ( semivita: cioè il tempo in cui la sostanza riduce la propria attività radioattiva alla meta di quella di origine ) di centinaia di migliaia di anni ( 250.000 anni ) La storia dell’uomo comincia con il neolitico circa 10.000 anni fa : nel nostro caso si tratta di tempi 25 volte maggiori. Supporre di seppellire in sicurezza materiale estremamente pericoloso, per lunghissimo tempo, in un pianeta che è sostanzialmente magma incandescente dovrebbe rendere l’idea delle difficoltà se non dell’impossibilità del’operazione. Gli USA ( non l’ultimo paese sottosviluppato ) dopo anni di studi, e miliardi di dollari spesi non hanno stoccato un solo grammo di scorie radioattive e sembra oggi vogliano abbandonare il sito ( Yucca Mountin ) precedentemente scelto.

10) a partire dagli anni 50 si è avuto un certo sviluppo delle centrali nucleari ( circa 400 unità ) che ha subito un brusco arresto intorno agli anni ottanta e prima del disastro di Chernobil. Oggi ne sono in funzione circa 450: una sola ( Finlandia ) in costruzione, e nessuna in progettazione avanzata. La responsabilità di questa stasi viene imputata agli ecologisti che nel mondo di oggi contano come il due di briscola. La verità è che le centrali nucleari sono state seppellite dal mercato. Nessuna impresa privata si sogna di assumere l’onere della costruzione di una centrale nucleare con quello che ciò comporta prima per la scelta del sito, l’acquiescenza delle popolazioni, il sovvenzionamento delle fonti di disinformazioni, l’arricchimento dell’uranio,la costruzione e l’esercizio della centrale,la dismissione della stessa e il problema delle scorie ( allo stato insoluto e forse insolubile)

Si vuole il massiccio intervento del denaro pubblico e lo scaricare sulle future ( futurissime ) generazioni le scorie. Solo a queste condizioni si è disposti a fare impianti nucleari, e forse la bolletta sarebbe meno salata.

Una ultima considerazione bisogna fare a proposito del quorum. Oggi chi vuole il nucleare non va a votare come invece dovrebbe fare esprimendo legittimamente il proprio parere, ma si appoggia ai pigri,agli indifferenti, ai malati ecc. per far valere in maniera subdola il proprio punto di vista senza neanche confrontarsi con gli altri in maniera democratica. A mio parere ciò la dice lunga sulla buona fede di questi signori.

ANDIAMO A VOTARE

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