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Il Pronto Soccorso di Procida lo si deve al contenzioso aperto dai cittadini

di Menico Scala *

PROCIDA – Tutto, purtroppo, ha una logica e le bugie, prima o poi, vengono al pettina. In più occasioni abbiamo messo in evidenza come la struttura ospedaliera della nostra isola, che da oggi sappiamo chiamare “Pronto Soccorso Disagiato”, sta andando completamente a rotoli con servizi che regrediscono giorno per giorno. Per fare un esempio, ad un ricoverato traumatizzato (TAC) bisogna chiamare l’elicottero o l’eliambulanza per essere trasportati in terraferma, altro che Pronto Soccorso.

Ciò detto, con Decreto del Commissario Regionale alla Sanità Campana, Vincenzo De Luca, del 12 Febbraio 2018, è stato formalizzato il nuovo Piano Ospedaliero Regionale che, per l’isola di Procida, recita: “Nell’isola di Procida, con circa 10.000 abitanti, insiste attualmente un presidio ospedaliero dotato di 9 posti letto, di cui 6 di ricovero ordinario, distinti in 2 posti letto per ciascuna delle discipline di medicina, chirurgia e ostetricia. Tale organizzazione è stata determinata dal rischio di impossibilità di trasporto. Tale configurazione è stata precedentemente rimodulata con la presenza di un Punto di Primo Intervento, Attività di chirurgia elettiva in regime ambulatoriale ed un Ospedale di Comunità con assistenza infermieristica, gestito dai medici di Medicina Generale. Un contenzioso successivo alla emanazione del DCA 33/2016 avviato dal Comune di Procida e altri ricorrenti, ha condotto alla riconsiderazione della modifica, per cui l’attuale programmazione rivede l’organizzazione del presidio di Procida quale Pronto Soccorso in deroga con 9 posti letto (non essendoci le condizioni logistiche per accogliere 20 posti letto come da DM 70/15). I necessari adeguamenti strutturali sono stati già previsti dall’Accordo di programma per l’edilizia sanitaria. Il presidio di Procida diventa stabilimento del Presidio di Pozzuoli.  A regime la ASL Na2 Nord riceve un incremento di 228 posti letto (+ 9 Procida)”.

Nel Piano, si ribadisce che, a differenza di quanto afferma nei suoi proclami il Sindaco Ambrosino, l’aver garantito a Procida, almeno sulla carta, un Pronto Soccorso lo si deve all’azione legale promossa, in primo luogo, da liberi cittadini, associazioni e da alcuni consiglieri comunali di minoranza, e non all’azione politica di un Sindaco e della sua maggioranza che su questo, come su altre questioni, ha dimostrato, tutta la sua pochezza politica ed amministrativa.

Chiarito, quindi, una volta per tutti cosa deve essere il “Gaetanina Scotto di Perrotolo” lanciamo un appello a tutti coloro che devono provvedere a rendere efficiente la struttura, di fare quanto prima possibile perché così NON FUNZIONA!!!

*Consigliere Comunale e Commissario di Forza Italia per l’isola di Procida

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Un commento

  1. francesco Ferrandino

    Non è con i proclami e portando l’acqua al propio mulino che si risolve la questione del Pronto Soccorso in Procida, lancio una sfida a Mimi’ il vero politico si vede dopo le elezioni non prima

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