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“Nelle scuole tra la gente”. A Napoli l’Assemblea Generale delle RSU Regione Campania

NAPOLI – “Nelle scuole tra la gente”. Questo il motto che ha caratterizzato l’Assemblea Generale delle RSU della UIL Regione Campania tenutasi a Napoli lo scorso 28 settembre, evento che ha visto la partecipazione dei massimi organi nazionali del movimento a partire dal Segretario Generale Carmelo Barbagallo, il Segretario generale della UIL Scuola Pino Turi, il Coordinatore Nazionale delle RSU nonché membro della segreteria nazionale Luigi Panacea, il segretario regionale Antonio di Zazzo. Forte la partecipazione di dirigenti, docenti ed ATA con la presenza di un folto gruppo di rappresentanti dei lavoratori provenienti anche dalle isole di Ischia e Procida.

Tanti gli argomenti posti sul tappeto dalle RSU, in modo particolare quelli derivanti dal mancato rinnovo, da nove anni, del contratto di lavoro così come le tante difficoltà, anticipate e poi riscontrate sul campo, con l’entrata in vigore della Legge 107 meglio conosciuta come “Buona Scuola”. Tra gli interventi quello di Emilia Sorrentino, RSU a Forio 2, che ha sottolineato l’esigenza di insistere ed attivarsi, in tutte le scuole, perché ci sia sempre maggiore informazione e trasparenza per accedere, per esempio, alle modalità con cui vengono concessi i bonus. Troppo spesso – ha rimarcato la Sorrentino – l’RSU è visto solo come un elemento di disturbo e non nel suo ruolo di rappresentante dei lavoratori.

Forte la risposta del Segretario generale della UIL Scuola Pino Turi il quale, senza risparmiare critiche alla classe politica, ha detto: «La scuola è stata usata come un bancomat dai governi: ogni volta che c’è stata necessità di fare cassa subito si è guardato alla scuola e al pubblico impiego. Oggi siamo gli unici in Europa ad avere gli stipendi bloccati. La scuola italiana ha pagato in modo pesante l’insieme dei tagli, blocchi e politiche neo liberiste che si sono alternate in questi anni, molto più che su altri capitoli di spesa pubblica. È arrivato il momento di un’inversione di tendenza a cui la politica è chiamata. Con il contratto si potranno superare almeno alcuni dei tanti paradossi del sistema scolastico italiano».

Critiche per alcune scelte del Governo sono arrivate anche dal Segretario Nazionale Carmelo Barbagallo: «E’ bene che il Governo si sbrighi a fare il contratto, riconoscere il lavoro degli operatori scolastici, a tutti i livelli, compresi quelli tecnici per dare risposte a un settore. Oggi noi abbiamo un problema: non c’è un rapporto fra scuola e lavoro, manca la capacità di dare risposte anche a quelle migliaia di posti che non vengono coperti proprio perché mancano le professionalità. Per questo motivo è necessario che il Governo faccia di tutto per le politiche attive del lavoro e di collegamento con la scuola. Adesso bisogna fare rapidamente il contratto e mettere soldi sulla scuola. Il fatto che in Europa siamo il Paese che ha pagato di meno ci fa rendere conto che siamo un’anomalia. Vogliamo una scuola vera, pubblica in grado di far emergere tutte le capacità dei nostri giovani. Per quanto riguarda il sindacato – ha concluso Barbagallo – deve fare il sindacato stando tra i giovani ed i lavoratori».

Il Coordinatore nazionale delle RSU e componente della Segreteria Nazionale UIL Scuola, Luigi Panacea, che dal 2000 ha preso in mano il settore scuola a Napoli portando la UIL ad essere la prima realtà territoriale per numero di iscritti, sottolinea come: «Nelle ultime settimane abbiamo rappresentato all’Ufficio Scolastico Regionale di dedicare particolare attenzione alle realtà scolastiche, al personale docente e Ata, ma soprattutto agli studenti, dell’isola d’Ischia colpita, nel comune di Casamicciola, dal tragico evento sismico. Dal punto di vista generale – ha rimarcato Panacea – è finito il momento delle promesse e bisogna fare in modo che si provveda al rinnovo del contratto. Credere nella scuola significa investire nella formazione dei giovani ed è per questo che occorre che la politica cambi rotta in quanto i giovani sono il futuro dell’intera Nazione».

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