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Pirateria marittima. Nigeria: catturata petroliera, la settima in un anno.

La petroliera Halifax (fonte © Dede Onen)di Ferdinando Pelliccia news.liberoreporter.eu -Domenica scorsa i pirati nigeriani sono di nuovo entrati in azione al largo della costa della Nigeria. Questa volta a cadere nelle loro mani una petroliera con a bordo 25 membri dell’equipaggi. Si tratta della petroliera ‘Halifax’, che batte bandiera di Malta e gestita dalla società ‘Ancora Investment Trust‘.

Con questo nuovo colpo portato a termine diventano 7 le petroliere catturate al largo della Nigeria in un anno. L’ultimo episodio risaliva all’8 ottobre scorso quando venne catturata la petroliera ‘Cape Bird’ rilasciata  il 14 ottobre successivo.

L’assalto, la cattura e la detenzione della petroliera e del suo equipaggio si sono svolti con le stesse dinamiche degli assalti precedenti.

I predoni del mare che operano al largo della costa dell’Africa occidentale,  non sono altro che dei ‘ladri’;  gente che assalta le navi, come facevano i fuorilegge nel Far West, solo per rapinarle.
La conferma che si tratti di rapine lo dimostra soprattutto il fatto che i pirati nigeriani non aprono mai trattative con la società armatrice delle navi catturate. Per tutto il tempo del sequestro queste rimangono all’oscuro delle loro intenzioni e solo dopo il rilascio della nave e dei marittimi possono finalmente avere loro notizie.

La petroliera ‘Halifax’ come tutte le altre che l’hanno preceduta, trasportava benzina e il suo sequestro di certo si risolverà in pochi giorni. Giusto il tempo, per i pirati nigeriani, di trasbordare il prezioso carico e svaligiare la nave e le tasche di chi si trova a bordo. La benzina viene poi, venduta al mercato nero. La pirateria marittima al largo della costa dell’Africa occidentale è un fenomeno che sta crescendo. Dal 24 dicembre 2010 al 31 ottobre 2011, si sono registrati ben 31 attacchi in mare aperto contro navi cisterna che trasportano prodotti raffinati nel Golfo della Nigeria. Si tratta di un’area che va dalla Nigeria al Togo. Un’area che ora comincia a diventare una zona a rischio pirateria marittima. Il fenomeno inizia a preoccupare sempre di più gli armatori e i governi di tutti gli Stati della regione. Tanto è vero che sono stati avviati studi sull’attuazione di diverse misure per arginarlo, ma i governi locali hanno anche provveduto alla costituzione di una forza militare  congiunta specializzata nel contrasto alla pirateria marittima. Una cosa è certa il rischio dirottamenti sembrano essere parte di un sistema criminale integrato, che coinvolge i pirati del Delta del Niger ed è sostenuto da potenti interessi commerciali e politici a Lagos e nella regione del Delta. La Nigeria è il più grande produttore di petrolio dell’Africa con oltre 2 milioni di barili al giorno. Il Paese è però, caratterizzato da una forte instabilità politica e dalla corruzione.

Quello in corso al largo delle coste nigeriane non è però, da confondere con il fenomeno che interessa l’altra parte del continente africano al largo della Somalia. I due fenomeni sono distinti e dimostrano che c’è pirateria e pirateria. Una pirateria i cui atti si risolvono in pochi giorni e un’altra che invece, quasi non hanno fine. Una pirateria che ha uno sfondo politico e sociale e una che ha uno sfondo  criminale.

Ferdinando Pelliccia

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