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Procida abbattimenti: "Occorre una legge dello Stato"

Circa duecento i cittadini procidani che, ieri pomeriggio, hanno partecipato presso il ristorante “La Medusa” all’assemblea pubblica indetta dal “Movimento per il Diritto alla Casa della Regione Campania”, incontro che ha visto gli interventi di Domenico Savio e dell’avv. Bruno Molinaro, per esprimere la propria solidarietà alla signora Elisabeth la quale, nei prossimi giorni, vedrà abbattersi la sua piccola casetta di appena 20 mq realizzata in via Morea.
“E’ una vera e propria ingiustizia sociale – dice Domenico Savio, coordinatore del “Movimento per il Diritto alla Casa della Regione Campania”-. Ritengo, altresì, che sia una vergogna il fatto che si continuano ad abbattere le case della povera gente mentre la grossa speculazione edilizia affaristica rimane in piedi quasi a derisione dei piccoli abusi che vanno giù. Il caso della signora Elisabeth – continua Savio – a cui lo Stato vuole abbattere l’unico bene di appena venti metri quadrati, è emblematico. La responsabilità degli abbattimenti – continua Domenico Savio – è del potere politico che in Parlamento non legifera per fermare questa tragedia sociale. Occorre urgentemente – conclude Domenico Savio – che lo Stato centrale e i vari rappresentanti dei partiti di destra, centro e sinistra, dopo le tante promesse elettorali fatte negli ultimi tempi, si decidano a produrre atti concreti in materia, in primo luogo, per concretizzare il diritto alla casa dei cittadino e, poi, per fare in modo di non mandare in mezzo alla strada persone che, a costo di sacrifici, hanno realizzato un tetto sotto cui mettere a riparo la propria famiglia.”
“Nel caso della signora Elisabeth – specifica l’avv. Bruno Molinaro – abbiamo inoltrato alla Corte di Appello di Napoli un ricorso per incidente di esecuzione in quanto, tra gli altri motivi, riteniamo che sia inammissibile la delega che la Procura di Napoli ha conferito al Comune di Procida per l’esecuzione della demolizione del piccolo manufatto, così come riteniamo che vada applicato, viceversa da quanto fatto, la disposizione del più volte richiamato “protocollo di Siracusa” il quale, prevedendo la gradualità degli interventi, solo in ultima istanza consente di demolire la prima casa per lo più abitata. Certo – continua l’avv. Molinaro – quest’ultimo punto non risolverebbe del tutto il problema ma, almeno, darebbe alla signora Elisabeth la speranza che, così come potrebbe accadere a seguito dell’approvazione dei recenti emendamenti presentati dai senatori Sarro e Coronella, già ritenuti ammissibili dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato, l’attuale legislazione subisca modifiche migliorative rispetto all’attuale quadro. Inoltre – conclude Molinaro – essendo stata la signora Elisabeth condannata anche per violazione delle norme antisismiche, così come previsto dalle attuali leggi, il Comune di Procida non è obbligato a reperire risorse economiche per eseguire il dispositivo demolitorio.”
Forte ed emozionante l’intervento della signora Elisabeth: “Ringrazio l’avv. Molinaro che mi ha difeso, è stato come un angelo venuto dal cielo. Ringrazio il popolo di Procida perché in questi due anni mi è stato molti vicino facendomi sentire, io che sono una straniera, una di loro. Grazie a loro – continua Elisabeth – oggi sono qui e, nonostante ci sia stata una proroga di 60 giorni, continuerò a combattere questa battaglia anche per mio marito che, purtroppo, dopo l’abbattimento della casa della nostra amica Nuccia Riccio, non si è più ripreso portandolo alla morte.”.
Sull’isola di Graziella, come si ricorderà, gli abbattimenti hanno avuto inizio nel 2009 quando, tra novembre e dicembre, prima la casa di “nonno “ Nicola Scotto di Vettimo e poi quella di Nuccia Riccio, vennero sbriciolate suscitando un senso di impotenza nei cittadini ed grande clamore mediatico sia perché, sino ad allora, non si riteneva possibile quello che poi è accaduto sia perché lo Stato intervenne con la mano molto pesante catapultando sull’isola un vero e proprio esercito di uomini e mezzi delle Forze dell’Ordine in assetto antisommossa.
Unitamente all’immobile della signora Elisabeth che, giusto ricordare, ha presentato regolare istanza ai sensi della legge 326/ 2003 (terzo condono dopo quello del ’85 e ’94) pagando la relativa oblazione, sono altri otto i fabbricati, o porzione di essi, realizzati totalmente o parzialmente senza autorizzazione a costruire per i quali l’iter è oramai giunto all’atto finale.

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