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PER PROCIDA: GLI ERRORI CHE CI PORTANO AD UN PASSO DAL DISSESTO

PROCIDA – (Comunicato stampa gruppo “Per Procida”) – In merito alla recente nota della Corte dei Conti contenenti rilievi alla nuova formulazione del piano di riequilibrio finanziario del Comune si ripete il copione messo in scena dal sindaco: quando la legislazione apporta qualche beneficio, pur non sapendo lui nemmeno di cosa si tratta, se ne attribuisce i meriti per il tripudio dei residui fans; quando la Corte dei Conti contesta la sua gestione la colpa è di “quelli di prima” con i resti e i fake a rinforzo a scatenare la canea.

Quanto scritto dal sindaco è semplicemente il solito tentativo di mascherare le proprie responsabilità ed il fallimento della sua gestione. Nel corso della Commissione Consiliare aperta al pubblico abbiamo anche avuto modo di chiarire agli intervenuti vari aspetti di cui non avevano conoscenza ed erano stati fuorviati da inesatte informazioni immesse in rete.

“Per Procida” ha offerto la più ampia collaborazione nell’interesse dell’Ente e dei cittadini fino a determinare il dimezzamento del disavanzo applicato al piano in base alla Legge Finanziaria 2017 che l’Amministrazione aveva ignorato. Nulla abbiamo potuto quando il sindaco con arroganza ha respinto suggerimenti che avrebbero evitato di portare l’Ente ad un passo dal dissesto come il rappresentare in modo adeguato le misure di riequilibrio avviate dalla precedente Amministrazione con la riduzione del personale (minor costo nel 2017 di 1,4 mil. di Euro), dall’attuale Amministrazione con l’aumento di Entrate (1,4 mil. per maggiori tasse), da entrambe per riduzione della spesa corrente con una maggiore disponibilità annua di Bilancio per oltre 3,5 milioni di Euro con cui far fronte agli impegni a breve per il Piano di riequilibrio e nei trenta anni per il riaccertamento dei residui.

La dichiarazione di dissesto non è necessaria se si considera che per questi motivi vi sono disponibilità di Bilancio di 21 mil. di Euro per far fronte ad impegni pari a 7 mil. nei 6 anni del Piano di riequilibrio c’è disponibilità di circa 100 mil. per le residue esigenze (qualunque esse siano) nei 30 anni del piano di riaccertamento dei residui. Ricordiamo che la gran parte di tali esigenze sono rappresentate dall’accantonamento per eventuale svalutazione crediti e quindi non necessariamente si verificheranno tutte o in parte.

“Per Procida” aveva anche proposto di presentare richiesta di accesso al fondo di rotazione con rimborso trentennale previsto dalla legge per far fronte agli impegni a breve, inserendolo nel Piano di riequilibrio come misura sussidiaria in attesa della concessione. L’esito positivo avrebbe soddisfatto il rispetto degli impegni a breve ed evitato il più possibile la vendita di beni. La proposta presentata in Commissione ha trovato la totale ostilità del sindaco che ha dichiarato di preferire la svendita dei beni immobili. Ciò provocherà un danno patrimoniale di milioni di Euro ed intanto ha tolto credibilità al Piano presso la Corte dei Conti.

Come è evidente i problemi finanziari dell’Ente non nascono dai debiti ma dal mancato realizzo delle Entrate, lo si può evincere anche dai rilievi della Corte che non crede a quanto prospettato per le Entrate dall’Amministrazione, visti i risultati dei Bilanci 2015-2016.

All’udienza del prossimo 7 giugno bisognerà che il sindaco abbia la capacità di dimostrare che con le risorse disponibili il dissesto non è necessario, anzi può solo apportare inutili maggiori costi. Sarà capace di comportarsi in modo diverso da come ha fatto finora?

Riportiamo una sintesi del giudizio conclusivo della Corte sul Piano approvato dalla maggioranza che sostiene l’Amministrazione e in allegato le osservazioni complete affinché ognuno possa prenderne visione direttamente.

(Sintesi finale): “Il Piano di rimodulazione approvato dall’amministrazione Ambrosino, come già quello originario, continua a fare affidamento sulle alienazioni immobiliari. Pertanto, come accertato da questa sezione … non ha realizzato significative risorse dalle programmate alienazioni. Va altresì evidenziato che l’Ente ha rinunciato ad inserire nel piano rimodulato la dismissione della partecipazione del 25% della Società Marina di Procida Spa. … La eliminazione di tale risorsa, sostituita da “eventuali risparmi di spesa”, dimostra l’aleatorietà del Piano rimodulato. … Ora è evidente che l’accertato fallimento del programma delle alienazioni e dei risparmi di spesa, sopra delineato, non fa altro che aggravare la grave crisi di liquidità dell’Ente e determinare l’accumulo di mancate coperture del disavanzo con ripercussioni sugli esercizi successivi, spostando nel tempo il disavanzo a discapito delle future generazioni”.

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