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Procida. “Il mare per l’uomo è il suo passato, il suo presente, il suo futuro.”

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“Il mare per l’uomo è il suo passato, il suo presente, il suo futuro.” Così Pasquale Sabia vice presidente del Consiglio Comunale di Procida e delegato ai trasporti, esordisce nel suo intervento nel corso del convegno organizzato nell’ambito della 61° edizione della Sagra del Mare tenutosi nel Circolo Capitani e Macchinisti e moderato dal giornalista Domenico Ambrosino.

“Il mare è vita, rapporto tra i popolo, economia, fattore ambientale – dice Sabia – ma è anche una sfida per la sua grandezza, per la sua forza. Questo rapporto uomo-mare ha significato ricchezza ma anche sofferenza e morte. Chi ha navigato, nel piccolo cabotaggio o ha attraversato gli oceani sa bene cosa significa affrontarlo quando scatena la sua forza e tanti di noi vi hanno dovuto soccombere.
La sicurezza della navigazione e della vita umana in mare abbraccia molteplici aspetti, dalla costruzione della nave, alle operazioni mercantili, alla conduzione a bordo e nel rapporto con gli altri, al soccorso. Le regole che sono state scritte vanno rispettate ed attuate perché sono il frutto dei rimedi che l’esperienza ha prodotto per aiutare a vincere la sfida quotidiana che chi solca il mare deve affrontare.
L’importanza del settore marittimo per l’economia globale è evidente già nel fatto che le navi e i marittimi muovono il 90% del commercio mondiale Procida è stata da sempre legata al mare e ha tanti suoi figli che lavorano sul mare con tantissime famiglie che da esso traggono profitto e sostentamento, e quindi la maggiore fonte di reddito.
Oggi – continua Sabia – il settore attraversa un periodo difficile dovuto a molteplici aspetti, non ultimo le norme sempre più complesse e restrittive. Tornando al tema del convegno voglio sottolineare che dall’affondamento del Marina di Equa in cui persero la vita Scotto di Marrazzo Grazio, Visaggio Francesco e Cibelli Pietro, tante cose sono cambiate in tema di sicurezza in particolar modo relativamente alla costruzione delle navi, ma che ancora sussistono infortuni e sinistri marittimi, molte volte dovuti più a fattori umani che a ragioni tecniche. In particolar modo su navi RO-RO e grandi navi da crociera dovuto al fattore affaticamento con turni di guardia che non rispettano le raccomandazioni dell’IMO, e personale di bordo in drastica diminuzione.
Un’altra causa di sinistri e infortuni è dovuto alle difficili comunicazioni fra membri dell’equipaggio, sempre più di nazionalità diverse, tra bordo e terra e tra nave e nave per mancanza di padronanza della lingua inglese. Come ben si sa gli ordini devono essere rapidi e altrettanto l’esecuzione per evitare errori che molte volte mettono in pericolo il singolo e la nave stessa. A tal proposito bisogna coinvolgere sempre più il settore della scuola affinché i nuovi allievi siano sempre più padroni della lingua e dei termini tecnici.
Oggi in aggiunta ai non pochi punti deboli della sicurezza in mare, c’è la pirateria nelle diverse aree del mondo. Da questo punto di vista è stata approvata la legge che permetterà l’imbarco sulle navi di uomini armati che tante perplessità suscita nei Comandanti temendo un’escaletion della violenza con conseguenze per le navi in particolar modo per gassiere e petroliere. Ma ciò può anche essere un grande deterrente affinché i pirati non attacchino le navi italiane come già avviene per navi sotto altre bandiere. A tal proposito sono in corso cambiamenti alle norme IMO e del codice della navigazione onde stabilire le diverse mansioni fra il Comandante della nave e il Comandante degli uomini armati stabilendo chiare regole d’ingaggio e di responsabilità.
Una soluzione efficace si sta dimostrando la creazione di rotte sicure da affrontare rigorosamente in convoglio, ma che spesso molte navi disattendono per ragioni economiche e di tempo.
Il Comune di Procida si è posto come capofila per sostenere e sollecitare le autorità nazionali ad attivarsi per la liberazione dei marittimi prigionieri in Somalia. A tal proposito abbiamo avuto la solidarietà e la partecipazione dei Comuni a forte presenza di marittimi, delle organizzazioni sindacali del settore sia confederati che liberi e di categoria. Anche il collegio Capitani di Napoli ha inviato una petizione al Presidente della Repubblica affinché s’interessi fattivamente della questione.
Annualmente la Sagra del Mare – conclude Pasquale Sabia – per un popolo che vive sul mare, deve essere non solo un momento di ricordi dei lutti causati dal mare, ma di riflessione sugli aspetti del nostro rapporto con l’acqua salata e di sensibilizzazione dei giovani verso di essi.
L’ auspicio è che il settore marittimo sia posto al pari di tutto il mondo del lavoro. Il marittimo non può essere ancora definito “ Lavoratore Atipico” ed essere soggetto a “Contratto D’Arruolamento”. Stiamo continuando la lotta per far riconoscere ai marittimi il diritto al voto, per essere così finalmente riconosciuti a tutti gli effetti CITTADINI ITALIANI”
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“Il mare è vita, rapporto tra i popolo, economia, fattore ambientale – dice Sabia – ma è anche una sfida per la sua grandezza, per la sua forza. Questo rapporto uomo-mare ha significato ricchezza ma anche sofferenza e morte. Chi ha navigato, nel piccolo cabotaggio o ha attraversato gli oceani sa bene cosa significa affrontarlo quando scatena la sua forza e tanti di noi vi hanno dovuto soccombere.
La sicurezza della navigazione e della vita umana in mare abbraccia molteplici aspetti, dalla costruzione della nave, alle operazioni mercantili, alla conduzione a bordo e nel rapporto con gli altri, al soccorso. Le regole che sono state scritte vanno rispettate ed attuate perché sono il frutto dei rimedi che l’esperienza ha prodotto per aiutare a vincere la sfida quotidiana che chi solca il mare deve affrontare.
L’importanza del settore marittimo per l’economia globale è evidente già nel fatto che le navi e i marittimi muovono il 90% del commercio mondiale Procida è stata da sempre legata al mare e ha tanti suoi figli che lavorano sul mare con tantissime famiglie che da esso traggono profitto e sostentamento, e quindi la maggiore fonte di reddito.
Oggi – continua Sabia – il settore attraversa un periodo difficile dovuto a molteplici aspetti, non ultimo le norme sempre più complesse e restrittive. Tornando al tema del convegno voglio sottolineare che dall’affondamento del Marina di Equa in cui persero la vita Scotto di Marrazzo Grazio, Visaggio Francesco e Cibelli Pietro, tante cose sono cambiate in tema di sicurezza in particolar modo relativamente alla costruzione delle navi, ma che ancora sussistono infortuni e sinistri marittimi, molte volte dovuti più a fattori umani che a ragioni tecniche. In particolar modo su navi RO-RO e grandi navi da crociera dovuto al fattore affaticamento con turni di guardia che non rispettano le raccomandazioni dell’IMO, e personale di bordo in drastica diminuzione.
Un’altra causa di sinistri e infortuni è dovuto alle difficili comunicazioni fra membri dell’equipaggio, sempre più di nazionalità diverse, tra bordo e terra e tra nave e nave per mancanza di padronanza della lingua inglese. Come ben si sa gli ordini devono essere rapidi e altrettanto l’esecuzione per evitare errori che molte volte mettono in pericolo il singolo e la nave stessa. A tal proposito bisogna coinvolgere sempre più il settore della scuola affinché i nuovi allievi siano sempre più padroni della lingua e dei termini tecnici.
Oggi in aggiunta ai non pochi punti deboli della sicurezza in mare, c’è la pirateria nelle diverse aree del mondo. Da questo punto di vista è stata approvata la legge che permetterà l’imbarco sulle navi di uomini armati che tante perplessità suscita nei Comandanti temendo un’escaletion della violenza con conseguenze per le navi in particolar modo per gassiere e petroliere. Ma ciò può anche essere un grande deterrente affinché i pirati non attacchino le navi italiane come già avviene per navi sotto altre bandiere. A tal proposito sono in corso cambiamenti alle norme IMO e del codice della navigazione onde stabilire le diverse mansioni fra il Comandante della nave e il Comandante degli uomini armati stabilendo chiare regole d’ingaggio e di responsabilità.
Una soluzione efficace si sta dimostrando la creazione di rotte sicure da affrontare rigorosamente in convoglio, ma che spesso molte navi disattendono per ragioni economiche e di tempo.
Il Comune di Procida si è posto come capofila per sostenere e sollecitare le autorità nazionali ad attivarsi per la liberazione dei marittimi prigionieri in Somalia. A tal proposito abbiamo avuto la solidarietà e la partecipazione dei Comuni a forte presenza di marittimi, delle organizzazioni sindacali del settore sia confederati che liberi e di categoria. Anche il collegio Capitani di Napoli ha inviato una petizione al Presidente della Repubblica affinché s’interessi fattivamente della questione.
Annualmente la Sagra del Mare – conclude Pasquale Sabia – per un popolo che vive sul mare, deve essere non solo un momento di ricordi dei lutti causati dal mare, ma di riflessione sugli aspetti del nostro rapporto con l’acqua salata e di sensibilizzazione dei giovani verso di essi.
L’ auspicio è che il settore marittimo sia posto al pari di tutto il mondo del lavoro. Il marittimo non può essere ancora definito “ Lavoratore Atipico” ed essere soggetto a “Contratto D’Arruolamento”. Stiamo continuando la lotta per far riconoscere ai marittimi il diritto al voto, per essere così finalmente riconosciuti a tutti gli effetti CITTADINI ITALIANI”
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