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Procida: Porto turistico nessuna offerta per quote Comune

porto di procida invendutoLo scorso 15 aprile, presso la Casa Comunale di Procida, Ufficio Servizi Finanziari, si doveva tenere la pubblica asta per la vendita dell’intero pacchetto azionario, pari al 49% del capitale sociale, posseduto dal Comune di Procida in seno alla società “Marina di Procida S.p.a.” (il capitale di maggioranza pari al 51% è detenuto dalla società “Mare 2” interamente privata), non quotata nel mercato azionario (già denominata Isola di Procida Navigando S.p.a.),  dal 2005 in concessione trentennale del porto turistico  sito in località Marina Grande – Sancio Cattolico.

Il prezzo di partenza era fissato in Euro 3.251.818,00 e l’asta doveva aver luogo con il metodo delle offerte segrete da confrontarsi con il prezzo base  per l’intero pacchetto azionario, con aggiudicazione definitiva ad unico incanto. Da ricordare che non erano ammesse offerte in diminuzione e si sarebbe proceduto all’aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta valida.

Diciamo, senza tanti fronzoli, che tutto si è concluso in una bolla di sapone in quanto, nel termine previsto per la presentazione delle offerte, fissato per il 13 aprile, non si è fatto avanti alcun imprenditore tant’è che, con determina n. 334 del 14 aprile, il Responsabile dell’ufficio finanziario del Comune, dott. Vincenzo Roggiero ha preso atto che non è pervenuta offerta, quindi, l’asta pubblica per l’alienazione del 49% del capitale detenuto dal Comune di Procida nella società Marina di Procida S.p.a è andata deserta.

Il fatto non è di poco conto in quanto l’incasso derivante dalla vendita doveva andare a coprire parte del disavanzo di amministrazione e i debiti fuori bilancio, così come si evince anche dalla relazione formulata alla Corte dei Conti, nella quale si pensava di ottenere tale risultato mediante la dismissione di beni patrimoniali per circa 6 milioni di euro, ed appare palese che, considerato i tempi tecnici anche per riformulare un nuovo bando e le imminenti elezioni comunali, sarà estremamente difficile poter contare, entro il 2015, sull’entrata ipotizzata.

A questo punto, secondo molti addetti ai lavori, sembra aleggiare sempre con maggior insistenza quello che la Corte dei Conti relazionava nella delibera n. 167/ 2012, ovvero che il Comune di Procida: “rischia il dissesto finanziario, soprattutto per i debiti fuori bilancio”.

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