Qualcosa si muove: Musumeci presenta il Piano nazionale del mare

di Nicola Silenti da Destra.it

Il ministro Nello Musumeci ha comunicato l’insediamento del Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare (CIPOM) come organo di coordinamento tra i vari Ministeri competenti per delineare le nuove politiche marittime ed annullare la distanza tra la politica di palazzo e la reale vita del cluster marittimo italiano, annunciando anche la redazione, entro il prossimo mese di luglio, del primo Piano nazionale del Mare nel quale dovranno trovare posto tutte le questioni del settore che ruotano intorno alla “risorsa mare”, dalla filiera ittica alle attività portuali, dalla cantieristica al diporto,dal trasporto marittimo di passeggeri e merci, al turismo costiero e alle altre attività collegate senza dimenticare la centralità del fattore umano e la miriade di criticità che imperversano sulla questione dell’occupazione marittima.

Il ministro ha inoltre fatto sapere che promuoverà in tutto il territorio nazionale un ciclo di iniziative in occasione della celebrazione della giornata del mare dell’11 aprile durante la quale ci auguriamo che venga messa in evidenza la necessità di incentivare una ampia diffusione della cultura del mare nelle nuove generazioni ed in particolare tra i giovani marittimi in un momento in cui si continua a parlare di “crisi delle vocazioni”,il più delle volte generate da procedure irragionevoli ed  irrispettose delle loro esigenze lavorative. Per questi ed altri motivi ci auguriamo speranzosi a che il Piano nazionale del Mare venga riempito di contenuti, definendo idonee strategie atte a convincere le istituzioni sull’importanza del pianeta mare.

Chi naviga o abbia navigato nelle acque del comparto marittimo italiano ben conosce lo strano destino di questo mondo, da tutti stimato e noto come una delle realtà più proficue e dinamiche dell’economia e dell’industria italiana e non potrebbe essere diversamente per una penisola segnata da 8000 chilometri di coste, da una miriade di punti di approdo e porti commerciali, scali industriali e marine turistiche fra le più rinomate al mondo. Come già illustrato in vari articoli riportati su questo giornale telematico, non bisogna mai dimenticare la nostra posizione nel Mediterraneo che rende il nostro paese un hub naturale per il continente europeo, affacciato verso l’Est Europa, verso l’Africa e il Medio Oriente. In fondo la geografia ha disegnato per noi questo destino anche se, come ben ricorda Marco Valle nel suo mirabile libro “Patria senza mare”, il mare nostrum non è più nostro.

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