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La Riserva Naturale di Vivara è un luogo dove la biodiversità regna sovrana

vivara satSu una scogliera della Riserva Naturale Statale “Isola di Vivara”, si è verificato un fatto di estrema importanza scientifica che merita di essere approfondito:  la nidificazione di una colonia di circa cento individui  di Gabbiano Corso. Per Dott. Vincenzo Cavaliere, inanellatore ISPRALIPU – WWF: “Il Gabbiano corso (Ichhyaetus audouinii, (Payraudeau, 1826)) è per dimensioni poco più piccolo del Gabbiano reale mediterraneo (Larus  michahellis, Naumann 1840), riconoscibile soprattutto per il becco rosso e le zampe grigie dell’adulto. Anche se vivono negli stessi areali, le due specie hanno una differente valenza ecologica. A differenza  del Corso, che è considerato un indicatore di buona qualità ambientale, un’eccessiva presenza del Gabbiano Reale mediterraneo può essere considerato  un buon indicatore di degrado ambientale. Mentre il Gabbiano corso, infatti, ha abitudini prettamente pelagiche, con un comportamento alimentare strettamente ittiofago, necessita di acque pulite con una buona presenza di pesce azzurro, di cui si nutre esclusivamente, il Gabbiano reale mediterraneo,  ha un comportamento trofico molto più adattabile, assumendo anche comportamenti da predatore opportunista, necrofago e, soprattutto, predilige cibarsi dei rifiuti cittadini, che in presenza di una cattiva gestione del ciclo di smaltimento, possono localmente favorire l’incremento demografico della specie. La colonia monitorata insediata sull’isola di Vivara, formata da circa sessanta coppie,  hanno portato all’involo di cinquanta giovani gabbiani corsi, un’ottima performance riproduttiva per la specie. Tra questi – specifica il dott. Cavaliere – ben 21 dei giovani nati a Vivara sono stati inanellati con anelli metallici e contrassegni visibili a distanza, un vero record di inanellamento di questi ultimi anni nel Golfo di Napoli”.

Il marcaggio dei giovani fornirà utili informazioni per la strategia di tutela di questa specie minacciata di estinzione. Sebbene, il Gabbiano corso, sia un endemismo del Mediterraneo, infatti, compie movimenti migratori di migliaia di chilometri, che portano in inverno, soprattutto i giovani, a spostarsi sulle coste atlantiche dell’Africa fin quasi all’equatore. Abitudine confermata dall’osservazione di quest’inverno nel sud della Mauritania di uno degli otto giovani inanellati l’anno scorso proprio nell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”.

“La nidificazione del Gabbiano corso – dice il Dott. Davide Zeccolella delle LIPU – si deve soprattutto all’opera di corretta gestione della Riserva, infatti, la diminuzione del disturbo antropico ha favorito la nidificazione e la stanzialità anche di altre specie ornitiche come lo Sparviere, il Corvo imperiale ed il Succiacapre (due anni fa c’è stata anche la nidificazione della Gazza). Negli scorsi anni – continua Zeccolella – abbiamo assistito più volte a tentativi di nidificazione di questa specie ma, la presenza massiccia dei ratti nella Riserva, che sono dei temibili predatori di uova, è stata una delle cause della bassa biodiversità dell’intera area. Da qualche tempo, però, il diminuito disturbo antropico ha favorito un aumento della presenza di rapaci e di strigiformi (rapaci notturni) che hanno fatto sì che diminuisse fino a scomparire la popolazione di ratti ”.

L’isolotto di Vivara, quindi, sempre di più vera e propria patria del Gabbiano Corso, questo grazie alla sinergia venutasi a creare tra diversi Enti e Istituzioni. “Il  monitoraggio e l’inanellamento del Gabbiano corso a Vivara – specifica il Prof. Costantino D’Antonio, Delegato LIPU – è stato eseguito in applicazione del Piano d’Azione Nazionale per il Gabbiano corso, specie del Ministero dell’Ambiente, coordinato dall’ISPRA. La nostra attività di monitoraggio è stata supportata dal Settore Ecologia dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania, che desideriamo ringraziare, in particolare nella persona di Antonio Carmine Esposito. E’ doveroso ringraziare la dott.ssa Emilia Carannante, responsabile legale dell’Ente Morale “Albano Francescano” proprietario dell’Isola e i dott. Maurizio Marinella e Ciro Alvino, rispettivamente presidente e direttore  della Riserva, che con la loro sensibilità hanno permesso in questi anni lo studio delle specie ornitiche presenti e di passo a Vivara; il dott. Riccardo Strada, direttore dell’AMP “Regno di Nettuno”, in quanto ha partecipato personalmente alle operazioni di monitoraggio da mare della colonia; il Corpo Forestale di Stato di Napoli al comando di Alessandro Volpe, che ha fornito supporto logistico alle operazioni di inanellamento con i mezzi navali in disponibilità del Corpo. Un grazie ancora agli ornitologi dell’Associazione soci inanellatori ARDEA dott. Davide De Rosa e Ilaria Fozzi ed ai medici veterinari Francesca Ciccarelli e Luigi De Luca Bossa del Centro di Recupero della Fauna Selvatica della “Federico II” presso l’ASL NA1 Frullone, che sono stati di supporto operativo alle fasi di inanellamento della colonia”.

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