Sergio Zazzera ( da “Il Brigante” on line) – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha proclamato la cessazione dell’emergenza rifiuti nella città di Napoli. Non sono in città, in questo periodo, e, dunque, non so se la realtà corrisponda all’ufficialità, per quanto qualche immagine di località periferiche (che, però, sempre Napoli sono, soprattutto dopo che la legislazione del ventennio volle la nascita della “Grande Napoli”, incorporandole al capoluogo) sembri rappresentare una situazione alquanto diversa da quella tanto solennemente proclamata.
Non mi trovo a Napoli, come dicevo poc’anzi, ma a Procida: l’isola nella quale, con enorme profusione di danaro – prelevato, peraltro, dalle tasche della gente –, fu realizzata, alcuni anni or sono, una serie d’impianti interrati per la raccolta dei “rifiuti solidi urbani” (asettica – almeno lei – definizione normativa della “munnezza”), i quali, però, non hanno mai funzionato e, ora, languono, ricoperti di ruggine (a proposito, ma la Corte dei conti che fa?). L’isola nella quale cammino tra montagnole di sacchetti a perdere (quasi quanto la pazienza dei cittadini), elevate perfino intorno al muro di cinta della proprietà di un’alta personalità dello Stato, approfittando della sua attuale assenza.