Su uno dei problemi più impegnativi per lo sviluppo economico dell’isola, il futuro di Palazzo D’Avalos ed il complesso ex penitenziario, come si ricorderà entrato a far parte del patrimonio comunale dallo scorso mese di luglio, abbiamo ascoltato il parere di Pasquale Lubrano, uomo di esperienza e lunga militanza politica ed amministrativa, penna pungente del più longevo giornale locale “Procida Oggi”, uno degli animatori delle manifestazioni popolari che negli anni ’70 impedirono che la struttura diventasse carcere di massima sicurezza per ospitarvi terroristi, (cosa che portò anni dopo al trasferimento) e negli anni ’80 proponeva, da assessore socialista ai lavori pubblica, una società a partecipazione popolare per la gestione del complesso di Terra Murata e dei porti turistici dell’isola.
Iniziamo proprio da questa sua proposta. E’ più attuale ed attuabile?
<<Ricordo che la proposta, corredata da ipotesi di Statuto costitutivo e largamente condivisa, giunse fino all’ordine del giorno del Consiglio Comunale dell’aprile ’89. Poi la conclusione del quinquennio amministrativo ne impedì l’approvazione. Le Amministrazioni che seguirono, in buona parte in pratica le stesse espressioni politiche che oggi propongono partecipazioni popolari su tutto, allora si impegnarono per affidamenti a grandi imprenditori non locali, senza consultare nessuno.
La proposta nasceva dalla ricerca di assicurare ai procidani il massimo profitto in relazione ai capitali che erano disposti ad investire, oltre a ricavarne i vantaggi dalla maggiore occupazione e dall’indotto nel progetto di sviluppo economico e sociale complessivo dell’intera isola. Come ricorderai, il progetto riguardava l’intero territorio, aggregato intorno a tre Poli. Oggi, sotto certi aspetti, il “Programma” a base del trasferimento di questi beni demaniali al Comune (di cui, tra l’altro, non condivido l’imposizione dell’abbattimento di quindicimila metri cubi di costruito regolarmente) si muove su queste linee di sviluppo complessivo “unitario” e benché faccia riferimento a grandi investitori per dare un respiro di forte portata economica e strategica all’iniziativa, ritengo possibile l’intervento di capitali locali in alcuni importanti segmenti del progetto.>>