Alcuni giorni fa, in un bar, senza volerlo, ascoltai la conversazione di due uomini. Diceva il primo: “Al giorno d’oggi, appena fai il test di gravidanza di tua moglie per vedere se è incinta, ti devi preoccupare se il bambino che nascerà riuscirà a trovare un qualsiasi lavoro.” “Hai proprio ragione – rispose l’altro – una volta aspettare un figlio era una gioia, adesso è una grossa preoccupazione”. Al di là della considerazione quasi filosofica mi sono reso conto che le cose stanno proprio così. Quali sono le odierne prospettive lavorative dei giovani procidani? E’ quasi fatale che oggi un giovane, se vuole trovare un qualsiasi lavoro, deve andare via da Procida pur non essendo certo di riuscirci. A meno che non decida di navigare, ma anche questo è diventato una cosa complicata e difficile. Pur tuttavia, tra le possibili attività lavorative, la navigazione rimane per un procidano l’unica in grado di dare un guadagno decente e quasi immediato. Nostalgia di un passato glorioso ed economicamente corposo? Forse, ma è un dato di fatto. A riprova di ciò mi dicono che le iscrizioni al nautico sono aumentate di numero ed i giovani che si decidono per la carriera del mare sono in aumento. Dopo l’ubriacatura delle numerose iscrizioni negli anni scorsi alla scuola di Ragioneria con la conseguente proliferazione di ragionieri disoccupati, venne a Procida la tendenza ad iscriversi alle scuole alberghiere con la logica crescita del numero di cuochi e camerieri. Ma dove erano i posti di lavoro per questi giovani? Tranne che in quei quaranta giorni estivi a Procida non c’era nulla da fare, a meno che non decidessero di andare di inverno negli alberghi di montagna o addirittura imbarcare su una nave.
sviluppo
Procida: Costituire una società a partecipazione popolare per la gestione dell’ex struttura carceraria di Terra Murata e dei porti turistici dell’isola?
Su uno dei problemi più impegnativi per lo sviluppo economico dell’isola, il futuro di Palazzo D’Avalos ed il complesso ex penitenziario, come si ricorderà entrato a far parte del patrimonio comunale dallo scorso mese di luglio, abbiamo ascoltato il parere di Pasquale Lubrano, uomo di esperienza e lunga militanza politica ed amministrativa, penna pungente del più longevo giornale locale “Procida Oggi”, uno degli animatori delle manifestazioni popolari che negli anni ’70 impedirono che la struttura diventasse carcere di massima sicurezza per ospitarvi terroristi, (cosa che portò anni dopo al trasferimento) e negli anni ’80 proponeva, da assessore socialista ai lavori pubblica, una società a partecipazione popolare per la gestione del complesso di Terra Murata e dei porti turistici dell’isola.
Iniziamo proprio da questa sua proposta. E’ più attuale ed attuabile?
<<Ricordo che la proposta, corredata da ipotesi di Statuto costitutivo e largamente condivisa, giunse fino all’ordine del giorno del Consiglio Comunale dell’aprile ’89. Poi la conclusione del quinquennio amministrativo ne impedì l’approvazione. Le Amministrazioni che seguirono, in buona parte in pratica le stesse espressioni politiche che oggi propongono partecipazioni popolari su tutto, allora si impegnarono per affidamenti a grandi imprenditori non locali, senza consultare nessuno.
La proposta nasceva dalla ricerca di assicurare ai procidani il massimo profitto in relazione ai capitali che erano disposti ad investire, oltre a ricavarne i vantaggi dalla maggiore occupazione e dall’indotto nel progetto di sviluppo economico e sociale complessivo dell’intera isola. Come ricorderai, il progetto riguardava l’intero territorio, aggregato intorno a tre Poli. Oggi, sotto certi aspetti, il “Programma” a base del trasferimento di questi beni demaniali al Comune (di cui, tra l’altro, non condivido l’imposizione dell’abbattimento di quindicimila metri cubi di costruito regolarmente) si muove su queste linee di sviluppo complessivo “unitario” e benché faccia riferimento a grandi investitori per dare un respiro di forte portata economica e strategica all’iniziativa, ritengo possibile l’intervento di capitali locali in alcuni importanti segmenti del progetto.>>
Procida: Non c’è sviluppo senza cultura
In questo momento di profonda e acuta crisi sociale, economica,relazionale, dove il nostro paese appare come un manicomio a cielo aperto,anche la massima espressione organizzativa della società cioè la politica si trova in balia del cavallo selvaggio della biga alata di Platone.
Così la quotidianità è pervasa dalla violenza,sia nel linguaggio che nell’azione,dal razzismo,dalla corruzione, dalla amoralità.
L’unico argine che si può porre al non cadere nel precipizio totale,è quello di rimettere in moto energie che diano vigore alla salvaguardia della cultura.
Ma quale cultura? Quella,come indica Norberto Bobbio, che coniuga metodo e rigore nel lavoro intellettuale e pratico con la cautela, la circospezione, rischio nel giudicare. Che esamina tutti gli argomenti prima di pronunciarsi. Che rinuncia ad esprimersi per non farlo in fretta. Inoltre non trasformare il sapere umano in un sapere assoluto ed esercitare in ogni ambito lo spirito critico.
Procida: Quale futuro per l’ex carcere?
Metti il caso che Luca Cordero di Montezemolo, presidente della casa automobilistica di Maranello, in preda ad un raptus improvviso di bontà altruistica, decida di far dono di una splendida Ferrari ad un clochard sporco, ricoperto di stracci e steso a dormire sotto i ponti di una qualsiasi autostrada. Il povero cristo, sorpreso e svegliato di soprassalto, si stropiccerà gli occhi per la meraviglia e, dopo i primi momenti di stupore, si chiederà: “ E adesso cosa me ne faccio? E come riuscirò a mantenerla? Al massimo ci potrò dormire dentro”. Mi scuseranno i lettori per il paragone alquanto irriverente, ma per me il presidente Montezemolo è lo Stato Italiano, la Ferrari è l’ex carcere e il clochard, purtroppo, il Comune di Procida. Già sento sibilarmi alle orecchie brontolii di protesta che diventano man mano più eloquenti: “ Ma tu hai idea di cosa può significare per Procida l’acquisizione del carcere? Quali prospettive di sviluppo economico e turistico può rappresentare?”
E queste voci, devo riconoscere, sono giuste ed hanno un loro fondamento logico. Ma non dovremmo trovarci in Italia e per giunta a Procida!Ho l’impressione che l’euforia della nostra classe di amministratori intorno all’argomento “carcere” sia dovuta ad una mancanza di conoscenza del problema ed ad una nebulosa ed incerta valutazione del “dopo” acquisizione della struttura da parte del Comune. Non vorrei che quest’ultimo, dopo aver avuto il regalo, si ponesse gli stessi interrogativi del clochard di fronte alla Ferrari…
La Campania e la crisi produttiva
Lunedì 2 luglio 2012 alle ore 16,00 manifestazione unitaria a Napoli per lo sviluppo della Campania indetta da CGIL, CISL, UIL e UGL, concentramento piazza Mancini, corteo e comizio in piazza Matteotti.Interverranno i rispettivi segretari nazionali: Camusso, Bonanni, Angeletti e Centrella.
