di Francesco Marino
Come ampiamente riportato dalla stampa, il 25 settembre scorso, il Cenobio di Santa Margherita Nuova, è stato, dopo un attento restauro, restituito ai procidani.
La cerimonia di inaugurazione è stata programmata e diretta dall’Assessore alle politiche sociali, Sig.ra Maria Capodanno. Se per altri sarà importante raccontare i fasti della cerimonia, noi, semplici opinionisti, vogliamo essere la voce dei cittadini dando spazio ai retroscena ed ai fatti che si nascondono dietro il restauro.
Innanzi tutto la prima domanda è: chi è il proprietario del Cenobio, in tempi lontani abbandonato dai padri domenicani? Al momento dell’abbandono ci fu un autentico saccheggio con la complicità di una parte del Clero dell’epoca e, una delle poche voci che si alzò dal popolo, fu quella dell’allora anticlericale Nardino Costagliola, al quale seguì l’autorevole intervento di Mons. D. Amalfitano che mise tutto a tacere. L’arredo del Cenobio fu disperso in alcune chiese di Procida.
Durante la sindacatura di Aniello Scotto, il Cenobio fu interessato da lavori di messa in sicurezza della struttura da parte della Soprintendenza di Napoli e dotato di un tetto costituito da elementi sperimentali. A lavori ultimati, con “diabolica” tempestività, intervenne la Curia che ne reclamò la proprietà.
Fu l’allora Sindaco Antonio Capezzuto, padre dell’attuale, Vincenzo, che fece buon viso a cattivo gioco piegandosi al volere del Cardinale, consegnando le chiavi.
La chiesa, ancora oggi consacrata, fu quindi affidata al rettorato dell’allora parroco di S.M. delle Grazie, don Michele Autuoro, popolarissimo ed amatissimo, e, successivamente allontanato dall’isola, probabilmente per uno di quei misteri abilmente descritti dal dott. Giacomo Retaggio nel libro “Intrighi e calunnie in sacrestia” uscito di recente.
Ritornando al nostro Cenobio, mai è stato aperto ed utilizzato, diventando luogo di degrado. Oggi, il secondo miracoloso restauro voluto dalla stessa Soprintendenza che restituisce al suo antico splendore il manufatto che si affaccia sulla Punta dei Monaci, e la terrazza, ancora da pavimentare, ne è un esempio.
Ora si aprirà un contenzioso fra la Curia ed il Comune, giacché una parte, la chiesa, è della Curia mentre l’attiguo convento, in attesa del completamento del restauro, è del Comune, resta da capire di chi è lo spazio antistante.
Il nostro consiglio è di istituire un tavolo di confronto e discussione per vedere il da farsi.
Intanto l’Associazione Millennium, speriamo, con il consenso del Cardinale, potrebbe inserire anche il complesso di Santa Margherita Nuova nell’itinerario che già comprende l’Abbazia di San Michele Arcangelo. Si passi ai fatti, il resto sono chiacchiere, forza dunque Procida Prima e Insieme per Procida.
Il Procidano notizie e novità da Procida

Grazie Franco per l’ottima memoria storica che ci ricordi come stanno le cose. Credo sia auspicabile che Santa Margherita Nuova venga inserita nell’itinerario che già comprende l’Abbazia di San Michele Arcangelo. *
L’associazione Millenium e’ composta da ragazzi preparati che amano il loro lavoro e soprattutto la loro isola… Quale migliore cosa aggiungere nelle loro mani un sito cosi’ importante quale Santa Margherita Nuova?