In questo momento di profonda e acuta crisi sociale, economica,relazionale, dove il nostro paese appare come un manicomio a cielo aperto,anche la massima espressione organizzativa della società cioè la politica si trova in balia del cavallo selvaggio della biga alata di Platone.
Così la quotidianità è pervasa dalla violenza,sia nel linguaggio che nell’azione,dal razzismo,dalla corruzione, dalla amoralità.
L’unico argine che si può porre al non cadere nel precipizio totale,è quello di rimettere in moto energie che diano vigore alla salvaguardia della cultura.
Ma quale cultura? Quella,come indica Norberto Bobbio, che coniuga metodo e rigore nel lavoro intellettuale e pratico con la cautela, la circospezione, rischio nel giudicare. Che esamina tutti gli argomenti prima di pronunciarsi. Che rinuncia ad esprimersi per non farlo in fretta. Inoltre non trasformare il sapere umano in un sapere assoluto ed esercitare in ogni ambito lo spirito critico.
