L’universo marittimo italiano è un malato grave

di Nicola Silenti
Ministero per le politiche del mare. Per assistere davvero all’inizio di una nuova epoca della marineria italiana, il rilancio dell’economia blu e del suo sconfinato indotto deve essere affidato a un’autorità amministrativa unica, un chiaro punto di riferimento istituzionale verso cui far convergere la segnalazione delle criticità, delle esigenze e finanche delle proposte rivolte a una riorganizzazione dell’intero comparto nel segno della modernità e dell’efficienza. Un mondo, quello marittimo, in preda a gravissimi problemi, che da tempo lancia al mondo della politica accorati segnali e pressanti richieste di un riordino complessivo della normativa che regola e governa tutto il comparto.
L’universo marittimo italiano è un malato grave, ostaggio di una confusione di responsabilità e di ruoli, di una burocrazia insulsa e incomprensibile e di un corollario di incombenze, certificazioni e permessi che non possono essere più tollerati da tutti coloro che vivono il mare e che oggi si vedono costretti a subire le scelte di chi invece è spesso distante anni luce dal mondo marittimo.

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