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Marittimi: Pur in presenza di migliaia di posti si preferisce assumere lavoratori extracomunitari. Perché?

tonnage taxTutti sappiamo quanto la marineria è stata, e lo è ancora, un fattore importante, dal punto di vista culturale, sociale ed economico per l’isola di Graziella in modo particolare perché, se ancora oggi, rappresenta uno dei territori con un reddito medio per popolazione tra i più elevati della Regione Campania Procida lo deve all’attività di marittimo che resta, per tradizione, necessità o passione, quella che assorbe buona parte della popolazione attiva e in quiescenza. Partendo da queste considerazioni, così come per molti comparti dell’impresa nazionale e internazionale, anche questo settore vive un momento di crisi nel quale, i primi a pagarne il prezzo sono i giovani. Per questi, infatti, dopo il diploma, oltre alla continua frequenza di corsi e corsini a pagamento, trovare imbarco da “Allievo Ufficiale” diventa sempre di più complesso. Il segretario nazionale Federmar-Cisal, Alessandro Pico, ha sottolineato che: “Gli Allievi Ufficiali sono giovani alla disperata ricerca di un imbarco al fine di effettuare i primi dodici mesi di navigazione necessari per l’acquisizione del titolo professionale. Nel 2003 – ha ricordato Pico – veniva istituita la “Tonnage-Tax”, un regime fiscale molto favorevole a beneficio delle imprese marittime, le quali, tuttavia, dovevano sottostare ad una serie di incombenze, tra queste l’obbligo (art. 157 comma 3) di formazione dei “cadetti” (Allievi Ufficiali) secondo modalità da stabilirsi con un successivo decreto di natura non regolamentare da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze. Il 23 giugno 2005 vedeva la luce il provvedimento in argomento, ove, all’art. 7 comma 3, era confermato l’imbarco di un Allievo Ufficiale a bordo delle navi soggette alla Tonnage-Tax. Purtroppo – ha rilevato Pico – al ministero non dovevano avere le idee molto chiare su quali fossero le esigenze dei diplomati nautici (tra queste, il tassativo requisito dei dodici mesi di navigazione prima di sostenere l’esame per il titolo professionale) e, molto probabilmente anche dietro pressione delle associazioni degli armatori, veniva statuito che, in alternativa all’imbarco, le aziende potevano versare al Fondo Nazionale Marittimi un importo annuo per ogni Allievo non imbarcato da destinare alle spese per il loro addestramento, importo poi fissato con decreto 17 dicembre 2008 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in 22.732 euro annui da aggiornare sulla base degli indici Istat di variazione dei prezzi. Il risultato di tale opzione – ha denunciato il rappresentante di Federmar – è stato che, salvo poche eccezioni, quasi tutte le imprese armatoriali che si avvalgono della Tonnage-Tax hanno preferito, per convenienza amministrativa, monetizzare l’obbligo della formazione dei diplomati nautici, togliendo però in tal modo spazio vitale per il loro avvio nel mondo del lavoro marittimo”. A questo punto la domanda sorge spontanea: Cosa fare per uscire da questo stato di cose? Oggi l’Itf, Federazione Internazionale dei Trasporti, sta negoziando, ed alcune società già la stanno promuovendo, una soluzione a 600 euro che consente agli allievi di salire a bordo e svolgere il tirocinio formativo senza pesare troppo sui bilanci dell’armatore. Il contrammiraglio Nicola Silenti, coordinatore per la Sardegna del Collegio Capitani di Lungo Corso e Macchine, suggerisce una strategia diversa: “ Le richieste del Collegio, dell’USLAC e di altre associazioni di categoria e sindacali per favorire l’imbarco degli allievi vanno nella direzione di abolire la “tonnage tax” per le navi oltre le 100 ton ed imbarcare un allievo per categoria allineando il trattamento economico con quello di apprendista ed abbassando considerevolmente il cuneo fiscale, cosa che ridurrebbe notevolmente l’onere a carico dell’armatore (oggi tra paga e oneri sono circa 3.000 euro mensili per Allievo imbarcato). Inoltre – conclude Silenti – si potrebbe studiare un contratto che vincoli l’allievo all’armatore per evitare la fuga dopo il primo imbarco”.

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