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Procida: Apriamo Santa Margherita secondo i dettami della “Pastorale del Turismo”.

Il dott. Giacomo Retaggio, delegato per la promozione turistica e culturale dell’Abbazia di S. Michele Arcangelo, non demorde e, dopo aver indirizzato una missiva al Sindaco di Procida Vincenzo Capezzuto in merito alla possibilità di inserire la struttura di Santa Margherita Nuova, di recente inaugurata dopo i lavori di recupero eseguiti sotto la supervisione della Soprintendenza di Napoli, in un unico percorso, turistico cultura, con l’Abbazia di San Michele Arcangelo, sollecita,  con una ulteriore nota, i responsabili della Chiesa napoletana e procidana, a partire dal Cardinale Crescenzio Sepe, al rev. Eduardo Parlato, al decano don Lello Ponticelli e Mons. Michele del Prete.

“La recente riapertura a Procida – scrive Retaggio – dopo un restauro durato diversi decenni, della chiesa di Santa Margherita con annesso cenobio benedettino (quest’ultimo non ancora restaurato e di pertinenza demaniale) pone una serie di problematiche ineludibili circa il suo utilizzo.

La chiesa insiste nel territorio dell’Abbazia di San Michele Arcangelo a Terra Murata ed è profondamente radicata nella memoria e nella storia procidana.

Basti pensare che durante la repressione borbonica, seguita alla caduta della repubblica partenopea nel 1799, essa funse da “confortatorio” per i quindici procidani (tra cui tre preti) condannati a morte e poi impiccati, poco più giù, in piazza Santa Maria delle Grazie, oggi piazza dei Martiri.

I buoni monaci del sottostante cenobio assistettero amorevolmente i condannati in quello che il Cuoco definì “ il grande macello di carne umana aperto in Procida”.

Questi fatti – continua il dott. Retaggio – tramandati dalla tradizione orale e scritta, sono ancora vivi nella memoria e nell’immaginario collettivo degli isolani.

Chi le scrive è profondamente procidano “dentro” ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni sulla storia, le tradizioni, i costumi e la vita della sua Procida.

Inoltre è delegato, per nomina da parte di Mons. Michele del Prete, alla “promozione turistica e culturale dell’abbazia di S. Michele Arcangelo”.

Lei si chiederà perche Le scrivo: la chiesa di Santa Margherita, di cui si parla, non è stata mai sconsacrata  e quindi conserva tutte le prerogative di una struttura religiosa in piena regola.

Ed è, pertanto, di pertinenza della Curia e del Vescovo.

Ora si chiede da parte del sottoscritto il permesso di poterla utilizzare per delle visite guidate, in un percorso unico comprendente anche l’Abbazia di S. Michele,  senza nulla togliere alla sacralità del luogo.

Difatti le due chiese costituiscono un “unicum” dall’enorme valore religioso, storico e culturale.

Anche in considerazione del possibile ed enorme valore catechesico delle icone e delle strutture sacre in questione secondo i dettami  e gli intenti della “Pastorale del turismo”.

Il 7 ottobre scorso, dopo un periodo di apertura al pubblico di poco più di dieci giorni, la chiesa è stata di nuovo chiusa e non è più visitabile.

Questo significa che di sicuro non verrà riaperta a breve (se mai lo sarà) con conseguente ed inevitabile degrado…per lo meno fino al prossimo, futuro restauro.

Oltre alle varie rivendicazioni ed ai conflitti di competenza tra i vari enti che inevitabilmente si stabiliranno.

Conoscendo la sua apertura mentale – conclude Giacomo Retaggio – ed il suo desiderio di aprire al popolo ed al territorio le “case” di Dio, si resta in attesa di una risposta positiva che le tornerebbe di grande merito. Deferenti ossequi.”

Speriamo che la risposta giunga al più presto, o comunque si apra un tavolo operativo di confronto,   così da evitare altri lunghi ed inutili anni di decadenza e depauperamento di un bene di inestimabile valore storico, culturale ed architettonico.

Guglielmo Taliercio

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2 commenti

  1. giovanni costagliola

    Gentile “Il Procidano”, la missiva indirizzata dal dott. Retaggio al Sindaco di Procida ha avuto riscontro?

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