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Procida: Fermare il degrado di via Roma

via romadi Francesco Marino

Il turista che sbarca a Procida e che, quindi, procede alla scoperta dell’isola, trova in via Roma l’arteria che costeggia, dalla “Lingua” alle “Grotte”, il magnifico arco con le sue case variopinte ed il “Palazzo Merlato” con i suoi merli che minacciano di cadere da un momento all’altro.

La strada, in basolame, è divisa in due, da un lato una pavimentazione decorosa, dall’altro un percorso sconnesso che mette a repentaglio le caviglie di tutti. Ci si imbatte, poi, in una serie di strutture, nate nel corso degli anni, che funzionano da appendice di bar e ristoranti che, forse, in origine servivano per attirare turisti ma che oggi sono per lo più messe alla rinfusa, con fioriere malmesse, piante senza acqua, ombrelloni fatiscenti, depositi permanenti di cartone, etc. etc.

Insomma non un bel vedere.

Quando negli anni addietro venne progettato l’ampliamento della banchina, sul lato destro di via Roma (lato Lingua), si prevedeva di prendere al mare circa dieci metri in più rispetto al banchinamento oggi esistente. All’epoca un gruppo di presunti intellettuali, capitanati da Mojomir Jezek, alzò grandi polemiche in quanto, a loro dire, si rompeva l’atmosfera tra le case ed il mare cosa che portò, successivamente, alla ridimensionamento del progetto stesso. I forestieri della domenica, così, vinsero la loro battaglia.

Oggi ci troviamo con uno spazio ridotto e con una bella “pedana” antistante la chiesa di S.Maria della Pietà e San Giovanni Battista, occupato da una coloratissima e permanente giostra che è un pugno nell’occhio.

I ristoranti e i negozi, ovvero le lobby che tengono in piedi l’amministrazione comunale, fanno il bello e il cattivo tempo. L’ultimo ranch è stato costruito in questi giorni. Ma, chi controlla questi scempi?

In un paese civile, che tende al turismo di qualità, l’arredo urbano e commerciale di via Roma verrebbe  realizzato con un progetto che tenesse conto delle peculiarità della zona, tutto l’opposto di quello che accade ed in verità non sappiamo neppure quale assessore dovrebbe intervenire.

L’opposizione è in sonno e, di solito, si riunisce nel fine settimana ma sembra che alcuni dei protagonisti non vivano il territorio e non ne conoscano le problematiche.

Tra le tante cose che non vanno va segnalato che dal Circolo Capitani e Macchinisti sino all’imbocco del “Canale”, vi è un tratto di strada tenuto sempre pulito e curato dagli operatori commerciali della zona. Bravi.

Intanto il Re dei Cuori www.e-core.it Mojmir Jezek, che non sverna più a Procida, se la ride.

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3 commenti

  1. Bravo Franco, condivido in toto il tuo articolo.
    Voglio ricordare che quando c’era il Maresciallo Doretto, a sorpresa si controllavano le pesature dei grossi camion carichi che sbarcavano dai traghetti.
    Pensate se si sprofonda oppure si crea un grosso avvallamento della pavimentazione nella zona di Via Roma ADIACENTE il Crocifisso, pochi metri dopo gli approdi : si bloccano gli approvigionamenti per tutta l’isola………

  2. Condivido pienamente quanto detto da Franco, anzi aggiungerei che tale degrado non è limitato soltanto a via Roma e che l’occupazione selvaggia del suolo pubblico sta rendendo difficile anche il transito dei pedoni soprattutto dove vi è anche il passaggio dei mezzi pubblici. Chi di voi non è capitato alla Chiaiolella nella parte finale di via Giovanni da Procida allo suo sbocco sul porticciolo. I due locali presenti, con le installazioni, gli ombrelloni, i tavolini e le così dette fioriere hanno invaso sia la parte del posrto che l’inizio della stessa via e gli autobus pubblici passano a fatica tra le suddette occupazioni. Se siete pedoni dovete fare molta, molta attenzione per non essere schiacciati tra l’autobus e le fioriere o i muri delle case. Ma non ci dovrebbe essere qualcuno, che per propria competenza, debba controllare e soprattutto garanire la sicurezza stradale con particolare riferimento alla incolumità dei pedoni? Se c’è mi sembra sia molto distratto e purtroppo ho l’ impressione che prima o poi, nonostante la perizia degli autisti, possa accadere qualche grave indidente. Il degrado non mi sembra soltanto ambientale ma anche intellettuale.

  3. Bravo Franco mi sei piaciuto in quanto hai messo il dito ( è poco ) in una delle piaghe e sono tante che affliggono la nostra perla….. il malcostume, lo si può chiamare così, per quanto attiene all’occupazione del suolo pubblico impera da anni e diventa sempre peggio……fino a prova contraria il porto dovrebbe essere, come dappertutto il biglietto da visita per il turista, invece a Procida con il caos imperante sembra una babele dove tutti hanno ragione e solo il pedone ha torto…….alla faccia del turismo di cui tanti si riempono la bocca, ma che alla prova dei fatti mai hanno messo mano ad una politica decente per un suo rilancio, altro che tassa di sbarco! l’amministrazione dovrebbe premiare chi e coloro che ancora anelano a venire a procida nonostante tutto! la speranza che qualcosa possa cambiare non muore mai e noi abbiamo tanta speranza e tanta fede.

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