don vincezo vicidomini
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Procida: Omelia di Don Vincenzo Vicidomini al rito funebre di Gennaro Schiraldi.

Ringraziamo l’amico Rino D’Orio che ci ha inviato l’omelia che Don Vincenzo Vicidomini ha tenuto ai funerali del giovane Gennaro affinché possa essere condivisa da tutte quelle persone che per vari motivi non hanno potuto parteciparvi.
“Carissimi, siamo tutti sconvolti per la morte immatura e tragica di Gennaro, fratello di fede, figlio di quest’isola , studente del Nautico (ultimo anno), appassionato di calcio, tifoso accanito del Napoli, simpatico, solare, pieno di altruismo, forte nelle difficoltà; non si è mai arreso anche se ha avuto una vita travagliata. Potremmo dire tante cose sulla sua vita, io l’ho conosciuto da qualche anno in maniera più diretta. Sappiamo che le parole non possono esprimere veramente quello che sentiamo. Facciamo fatica a comprendere che si possa morire così giovane (30 anni), e che una vita sia spezzata in un batter d’occhio mentre incominciava a realizzarsi. Gennaro ci ha lasciato in fretta , sappiamo che è stato un tragico incidente ; come una fiamma troppo presto spenta da un violento colpo di vento ,prima di aver dato tutta la sua luce.
Non riusciamo ancora a capacitarci che non sarà più dei nostri, ci sentiamo vicini alla mamma, alle sorelle, alla fidanzata , ai nipoti, a tutti i parenti ed amici (l’amico del cuore Lucio), come ci sentiamo vicini anche al dolore dell’altra famiglia che, vi posso assicurare, sta vivendo anche lei un momento di angoscia profonda. Oggi, le parole e i gesti non bastano a guarire le ferite e la sofferenza che provate. Famiglia di Gennaro, voglio semplicemente dirvi che tutti , in questa chiesa, vi circondano con il loro amore e la loro tenerezza. Vi siamo vicini perché anche noi siamo colpiti dall’evento che vi è accaduto. Noi non possiamo credere che la voglia di vivere di Gennaro sia bruscamente spezzata alla svolta di una strada. In queste circostanze difficili della vita siamo tentati di chiederci dove sia Dio ; perché  permette che succedono certe tragedie? “ I nostri pensieri ,i nostri disegni non sono i suoi disegni.” L’incontro fra il disegno di Dio e il libero corso degli eventi terreni resta per noi un insondabile mistero di fronte al quale non ci resta che seguire le orme di Marta per fare la professione di fede nella risurrezione. Quando tutto, anche ciò che oggi ci fa soffrire, diventerà chiaro e ci rivelerà la grande misericordia di quel Dio che sa trarre il bene anche dagli errori dell’uomo. Se la tragicità della morte rende muti, l’apostolo Paolo ci assicura che né la tribolazione ,né l’angoscia potrà mai separarci dall’amore di quel Dio che solo può dare la luce e la forza per poter guardare con serena fiducia oltre le tenebre della morte. Non posso non augurare che l’evento che viviamo oggi possa essere occasione per momenti di riflessione, specialmente per voi giovani qui presenti. La morte di Gennaro sia per tutti voi un monito per apprezzare di più la vita ,dono meraviglioso e prezioso di Dio e frutto dell’amore dei vostri genitori. Vivete in un mondo fatto di esigenze, di prestazioni e di competività .Spesso provate una immensa pressione sulle vostre spalle: vi sentite soli, smarriti , scoraggiati, depressi, incapaci di arrivare a trovare senso a ciò che vivete. La società vi presenta delle soluzioni: la facilità di fuga( musica assordante, droga, alcool , piacere sfrenato ,etc).Ma sapete che, in definitiva, ciò significa solo trovare ripiegamento su di sé, isolamento e desolazione. Gesù vi propone un’altra soluzione per raggiungere la felicità, quella vera, autentica e realizzante : vivere le beatitudini . In realtà proprio i giovani non hanno più familiarità con il termine beatitudine. Un concetto che è scomparso dal nostro linguaggio quotidiano .Le beatitudini non sono innanzitutto un programma studiato per i governi , affinché  migliorino le condizioni del mondo ? Gesù parla a ognuno di noi! Ognuno deve iniziare da se stesso, nel suo cuore, nella cerchia ristretta della famiglia e del lavoro… Se viviamo le beatitudini  nel quotidiano , ci renderemo conto che la vera pace non può essere data dall’esterno. Nessun parco dei divertimenti , nessuna esperienza esterna, per quanto sia forte può renderci d’avvero beati, cioè felici. Infatti la felicità di una vita sta nella capacità di amare, di servire, di perseverare nel servizio disinteressato, nell’essere portatori di pace. Il Vangelo è il codice della felicità fatto per durare e per attraversare la frontiera della morte. Ecco la strada della vita e della felicità. Interroghiamoci : sappiamo vivere? Sappiamo amare? Approfittiamo di questo appuntamento con il nostro amico carissimo Gennaro , per iniziare a riflettere e per cambiare ciò che deve essere cambiato , per poterci ritrovare tutti insieme un giorno, in Dio nel regno dell’amore. Amen”

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