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Procida: Punzo aveva intuito l’importanza di Vivara

punzodi Michele Romano

La sentenza che riporta un patrimonio di cosmica bellezza, il nostro caro e amato isolotto di Vivaro che, insieme alla Torre di Santa Margherita e al Campanile di S. Giuseppe ha rappresentato la prima visione naturale del mio primo sguardo consapevole da fanciullo e di tutta la mia generazione, agli eredi di un proprietario espressione di una atavica organizzazione socio – economica feudale, verso la quale ancora una parte della giurisprudenza mostra un’ampia sensibilità, ha creato una profonda amarezza mista a rabbia nella comunità isolana. Detto ciò, visto che ci troviamo nel cuore delle tenebre degli ultimi istanti della campagna elettorale per il voto amministrativo del 31 maggio, trovo stucchevole e nauseante gli sproloqui, le dichiarazioni, le proposte di tutti coloro che, negli ultimi trent’anni, certamente non hanno vissuto in “Papuasia”, anzi, al contrario, sono stati al comando del vapore, ed alcuni di essi, perniciosamente, vogliono restarci. Infatti, quali sono stati i loro atteggiamenti e comportamenti, insieme a tutti i professionisti di qualsiasi settore della nostra isola se non quelli di dormienti nonostante la rilevanza degli scavi archeologici avesse svelato l’importanza storico – culturale dell’isolotto per la comunità isolana?

In tal senso l’unico atto che sono riusciti a realizzare è quello di aver posto fine alla sperimentazione messa “in itinere” dal compianto prof. Punzo, illustre studioso di scienze naturali, l’unico ad aver intuito che Madre Natura e per i credenti il Signore della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo) aveva donato ai figli di questa terra una sede meravigliosa dove viene trasmessa la linfa vitale dell’educazione ambientale.

Questa triste ed amara vicenda, insieme al livello in cui sono ridotti i servizi sanitari, i trasporti, la mobilità e la vivibilità, induce tutti ad uscire dallo stagno putrido in cui si è caduti ed alzare le vele più in alto possibile verso una navigazione speranzosa di incontrare un porto con acqua limpida e chiara in cui rispecchiare il migliore destino. Così il voto comunale, accompagnato a quello regionale (la cui sciatteria gestionale ha contribuito da Vivaro, alla sanità, ai trasporti a rendere l’isola sempre più residuale) costituisca la prima chiave che apra la porta del labirinto in cui siamo intrappolati e conduca la “polis micaelica” verso il sole dell’avvenire.

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