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A proposito della spiaggia della “Lingua”

i have a dream macchine a mareProcida è la sola isola rimasta quasi integra tra le tre bellissime della Campania. Il fatto che qui, durante il boom di Capri e Ischia, ci fosse ancora il carcere, la ha preservata dalla deturpazione del turismo, sia quello di massa che quello danaroso, (un caso di serendipity dove una cosa negativa ha conseguenze positive) la ha fatta rimanere, almeno nell’immaginario, “intatta”.
L’isola è così bella che tante persone da tutte le parti del mondo la scelgono per viverci sempre o per lunghi periodi, riconoscendo la sua rara bellezza nella straordinaria particolare integrità del luogo e soprattutto delle persone che lo abitano, davvero un’oasi rispetto alla volgarizzazione e alla commercializzazione che invade altre isole meravigliose in Italia e altrove.
Succede che naturalmente e giustamente anche qui le cose si siano lievemente spostate verso l’accoglienza turistica, il porto per le barche, molti alberghi eccetera, ma sempre rispettando i luoghi che sono rimasti selvaggi e dedicati solo ai procidani, come la spiaggia della Lingua, quel piccolo anfratto dove il mare è aperto e pulito, proprio sotto la Terra Murata, proprio sotto quel meraviglioso luogo che domina il mare con il palazzo D’Avalos, la chiesa di San Michele e il borgo bellissimo e racchiuso tra le mura per una difesa dalle “invasioni” che ha lasciato il segno nella gente che lo abitano.
Abbiamo un Sindaco intelligente, partecipe alle necessità della sua isola; l’architetto Paola Bovier che è la sovrintendente per Procida, è positiva e intelligente, ma la situazione che sto per descriverle è precedente al suo inserimento come responsabile della salvaguardia della particolarità dell’isola e quindi lei non è imputabile per quello che sta accadendo.

Proprio sulla scogliera che dà accesso alla spiaggetta libera della Lingua, sotto il bastione dove lassù si erge la terra murata, in quella spiaggia vulcanica piccola e selvaggia dove da sempre e tutt’ora appena arriva il tepore e poi il caldo dell’estate, gli abitanti dell’isola, soprattutto le abitanti, le mogli o le vedove dei pescatori, le persone che meglio di tutte rappresentano il cuore, la cultura e l’orgoglio di Procida, arrivano presto la mattina e si bagnano nel mare verde e fresco, accade che per un piccolo (?) vantaggio economico utile solo alle persone che arrivano nel porto turistico con le loro barche, senza tenere conto della storia e dell’importanza di preservare il più possibile un futuro ancora speciale per Procida, è stato dato il permesso di costruire sulla bianca scogliera che si erge a preannunciare il mare aperto e il suo oltre, una lunga pedana solarium che sarà riempita di lettini, ombrelloni e sdraie e una costruzione che è prevista stagionale e smontabile (ma anche l’estate è importante offrire tutta la bellezza dell’isola ai turisti e, conoscendo la storia delle cose, chissà se poi verrebbe smontata in autunno..) una costruzione che fungerà da bar, quindi renderà quel luogo selvaggio, simile a tanti altri. In più la costruzione oltre che a chiudere la vista del mare a chi arriverà alla Lingua dal porto (ormai solo i diportisti temo…) sarà in legno e sicuramente tutti sanno guardandosi attorno che da anni ormai il legno anche a Procida viene inteso come è in uso nelle baite alpine, marrone e nodoso ed ha perso l’incanto e i colori marini con i quali i pescatori coloravano oltre alle loro barche, le porte e, a calce, le loro case e mai mai il legno rimaneva “color legno”..
non so se in questo progetto (già iniziato) sia previsto il colore o il legno naturale, ma so che questa struttura è fuori luogo e fuori scala rispetto all’architettura, la storia, la semplicità di Procida. Ho scritto il mio parere e un appello a discuterne all’architetto Paola Bovier per la Sovrintendenza, che incontrerò presto, al dr. Angelini per il controllo paesaggistico della Campania, al Sindaco di Procida (che ha promesso un incontro con i cittadini e le Associazioni) e all’architetto Giancarlo Cosenza, come me appassionato di Procida e combattente (!) che ha personalmente incontrato la Sovrintendenza a questo proposito. Immagino che essendoci già la delibera di approvazione arrivata quando l’architetto Vacca era responsabile di Procida e al limite del suo mandato, non sia possibile rivedere questo insulto all’isola, ma mi domando solo perché non ci sia lungimiranza, perché un piccolo guadagno per poche persone (la struttura su terreno demaniale sarà privata) sia preferibile all’orgoglio di mantenere un luogo così raro e così bello il più possibile integro proprio in una visione di un’economia per un futuro che contempli un turismo forse meno ricco di denaro di chi arriva con i motoscafi giganti ma molto più ricco di cultura, un turismo che continui ad attrarre persone alla ricerca di buon gusto, di raffinatezza, come artisti, scrittori, musicisti, architetti… quello a cui Procida è abituata da molti anni e del quale giustamente si vanta (vedi Lamartine, Vera Vergani, Cesare Brandi, Elsa Morante, Alberto Moravia, Giuliano Montaldo,Danielo Buren,..), mi domando perché non progettare davvero un futuro che somigli alla storia e all’immagine (ormai sempre più solo immaginazione) di Procida nel mondo invece di renderla sempre più simile ad altri luoghi ormai tutti uguali. Questo disagio non è solo mio e delle persone che hanno scelto di vivere qui venendo da altre città del mondo ma soprattutto dei procidani che si sentono espropriati di qualcosa che è loro per diritto soprattutto per cultura. La spiaggetta rimarrà libera, ma sarà una sorta di gabbia circondata da un’atmosfera estranea alla sua stessa storia. Una situazione imbarazzante, forse più “civile” (parola sul significato della quale sarebbe bene discutere) che renderà un piccolo luogo da sempre libero e affidato alla cura dei procidani (che in verità non sempre ne sono stati responsabili..), un altro posto come tanti altri (tutti?) circondato da turisti sdraiati nel loro solarium.
Alla spiaggetta si accede oltre che dal porto (non so più come sarà questo accesso dato che la zona sembra davvero in fase di chiusura ovunque e quindi tutta lottizzata tanto che perfino l’accesso alla banchina del porto è ostruita e ora vi si accede quasi solo scavalcando le panchine che la delimitano), soprattutto dalla ripida scala che conduce alla zona della Vigna, sotto la Terra Murata. Ho avuto paura che il passaggio naturale dal porto potesse rimanere chiuso, con grave danno al paesaggio e soprattutto alle persone, ma l’architetto Bovier mi ha rassicurata su questo punto e le credo. Altri problemi assillano Procida, difficoltà di muoversi per la diminuzione delle traversate marittime, difficoltà per il traffico esorbitante e inquinante, tanti problemi che sicuramente incidono sulla vita quotidiana delle persone e delle famiglie, più di quello che abbiamo posto Giovanni ed io, ma non dimentichiamo mai che la bellezza di ogni luogo è il patrimonio di chi lo abita e che questo patrimonio non è solo astratto e estetico, ma fonte di progresso e di sviluppo economico per il futuro. Scegliere quale turismo volere a Procida negli anni futuri equivale a impostare uno sviluppo anche economico che inciderà anche su tutti gli altri problemi ora più impellenti, le cose sono più connesse di quanto appare!

Grazie
Maria Gloria Conti Bicocchi

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2 commenti

  1. grazie Sig.ra Bicocchi per questa puntuale analisi sul solarium in costruzione sulla scogliera della spiaggia della lingua….giustamente Lei pone l’accento, tra l’altro, che la bellezza di ogni luogo è il patrimonio di chi lo abita, ecc.ecc..Il bar,se previsto, lo si potrebbe costruire in altro luogo come pure si potrebbe fare a meno del solarium sulla scogliera, visto che poi non sarà più usufruibile se non a pagamento e non se ne potrà più godere l’uso pre fare un bagno o prendere il sole…….si dice che essendo in legno la struttura è smontabile, ma si è mai visto un qualcosa costruita e poi smontata specie a Procida? non credo…….i turisti ” barcaioli ” potrebbero prendere il sole benissimo sulle loro barche approdate alla banchina, mica c’è bisogno del solarium! e poi sembra che l’accesso al lungomare di Marina Grande sia possibile per gentile concessione del concessionario della gestione del porto turistico….ed il procidano e/o chiunque altro cosa dovrebbe fare per passeggiare o sedersi sulle panchine un domani che tale concessione verrebbe meno? mah!!!!!!!!!

  2. michele carabellese

    scusi sig sindaco ma se io voglio andare a fare una passeggiata fino in fondo alla scogliera ,fermarmi e prendere il sole ,come ci arrivo se lei ha autorizzato una pedana enorme e lunga x solarium .ma Procida e’ dei procidani o dei napoletani o chi per esso ?. sei un sindaco che dice una cosa ,ne pensa un’altra e ne fa un’altra . Ecco come si porta un isola al collasso e si privatizza tutto ,non basta giu’ alla Chiaiolella , alla chiaoa ,alla coricella ora e’ il momento della LINGUA .BRAVO VAI A CHIEDERE ANCORA VOTI ED APPOGGI ELETTORALI A TUTTI COLORO CHE HAI DATO LICENZE VARIE

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