Assistere ad alcune processioni religiose in quel di Procida è uno spettacolo per gli occhi ed un tempo ancora di più. Oggi ti rendi conto che queste manifestazioni, che interessano tutta l’isola, sono ridotte praticamente solo a due: S. Michele, l’8 maggio, ed il “Corpus Domini”, a giugno. La peculiarità di questi eventi sta proprio nello sfilare di tutte e quattro le “congreghe”, obbligate a farlo trattandosi nel primo caso del protettore dell’isola e nel secondo di Nostro Signore. E ricordi che un tempo (fino a pochi decenni addietro) in occasione del “CorpusDomini” il corteo partiva dalla chiesa madre di S. Michele, a Terra Murata, sfilavano tutti i preti con le loro migliori “pianete” riccamente ricamate e decorate, preceduti da tutti i confratelli delle varie congreghe e dietro il popolo osannante in un tripudio di canti. Il profumo dell’incenso ti stordiva. Altri tempi, dirai tu! Oggi non è più così: è tutto più semplice e stringato. E’ più essenziale, ti dicono. E forse è meglio che sia così. Quello che oggi rimane, però, è lo sfilare delle Congreghe, unico residuo di un passato carico di storia e, nonostante tutto, duro a morire. E ti rendi che qualcuno, in preda ad un attacco di malintesa modernità, a leggere queste cose storcerà il naso, ignorando che esse fanno parte della nostra identità di popolo e che la storia è “un coro che procede nei secoli e nessuna voce vi può risultare nuova se non accogliendo in sé le precedenti”. Le congreghe sfilano in ordine di anzianità di fondazione: per primi i “Gialli” di S. Michele, costituitisi a fine ‘800, poi i “Rossi”di S. Alfonso nati a metà ‘700, indi i “Turchini” seguiti dai “Bianchi” risalenti entrambi a metà ‘500.
fede
Procida: Tra storia, fede e tradizione, mostra alla Congrega dei Turchini
Apprezzata e visitata da turisti e procidani, sino a domenica 9 settembre 2012, presso la Congrega dei Turchini con sede in via Marcello Scotti presso la chiesa intitolata a San Tommaso d’Aquino, resterà aperta la mostra: “Tra storia, fede e tradizione”, curata dal priore Gabriele Scotto di Perta e dai volontari della Confraternita in occasione dei 120 anni dal trasferimento della stessa da Terra Murata alla sede attuale la quale, tra l’altro, ospita la statua del Cristo Morto, attribuita a Carmine Lantriceni così come attestano la firma e la data 1728 apposte sulla base, che viene portata a braccia per le stradine dell’isola in occasione della tradizionale processione del Venerdì Santo.
Accessibili al pubblico, per la prima volta, documenti di archivio datati tra il 1700 e 1800, tra i quali: lo statuto originale della Confraternita, annuari dei confratelli, un curioso registro dei morti con legati di messe di suffragio e addirittura due chiavi, una che rappresenta la prima chiave dell’attuale sede ed un’altra dell’antica sede ubicata presso l’Abbazia di San Michele, quasi a perpetuare e ribadire il diritto dei confratelli dei Turchini a poter usufruire ancora oggi dei locali antichi di Terra Murata.
Procida tra Storia, Fede e Tradizione: la Congrega dei Turchini (1588 -2011)
Sabato 7 gennaio ore 18.30 presso la Congrega dei Turchini sarà presentato il DVD “Procida tra storia, fede e tradizione.
Procida tra Storia, Fede e Tradizione: la Congrega dei Turchini (1588 -2011)
Sabato 7 gennaio ore 18.30 presso la Congrega dei Turchini sarà presentato il DVD “Procida tra storia, fede e tradizione.
