La VI ed. del Premio Violet “Tradizione e Cultura” dedicato ad Enrichetta Capobianchi

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PROCIDA – Questo pomeriggio, con inizio alle ore 15,30, presso il Palazzo Della Cultura “La Casa di Graziella “, nel borgo di Terra Murata, si svolgerà la VI edizione del Premio VIOLET “TRADIZIONE E CULTURA “. «Questo premio – dice Davide Lubrano Lavadera, presidente dell’Associazione Culturale “La Casa di Graziella” – è stato istituito nell’anno … Leggi tutto

Procida: Tramandare il costume procidano

L’amministrazione comunale e l’Associazione culturale Casa di Graziella, rendono noto che si effettua un censimento di tutti i costumi tipici procidani, antichi e recenti. I possessori di tali costumi sono invitati a registrarsi presso “La Casa di Graziella” (Palazzo della Cultura) ubicato a Terra Murata, tutti i giorni (eccetto il lunedì) dalle ore 10,00 alle … Leggi tutto

Totem della Pace o Totem della discordia?

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Totem Si, Totem NO, questo il dilemma. A caratterizzare i giorni di questa calda estate della politica procidana, oltre le vicissitudini interne alla maggioranza di “Procida Prima” con le frizioni tra Vincenzo Capezzuto e Luigi Muro che, in questo ultimo periodo, sembrano, però, aver trovato un punto di equilibrio, sempre maggiore spazio è dedicato alla … Leggi tutto

Tutti gli appuntamenti del Venerdì Santo 2014 a Procida

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Il Venerdì Santo è un giorno ricco di appuntamenti. Questo il programma: ore 04,00        “Chiamata della popolazione”; il gruppo che suona la storica tromba durante la processione, gira per le strade dell’isola allertando tutti per lo straordinario evento che inizierà tra poco ore 05:15        Nella chiesa di SanTommaso d’Aquino, sede della Congregazione, veglia di preghiera … Leggi tutto

Procida Congrega dei Turchini: “La Chiesa nuova”

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congregadi Giacomo Retaggio

Per te che sei nato a Procida, figlio di Procidani e nipote di Procidani, profondamente radicato nel territorio, nella sua cultura e nelle sue tradizioni, la Congrega dei Turchini è più di un luogo di culto e di aggregazione: è una sorta di “genius loci”, uno dei “topoi” imprescindibili della vita isolana. E la tua mente corre inesorabilmente a quando da fanciullo tuo nonno ti conduceva con sé ( tuo padre non c’era: navigava per mesi ed anni) nella Congrega per cantare l’ “Ufficio”la domenica o il “Miserere” il mercoledì Santo. E tu trascorrevi lunghe ore ad annoiarti ed a lottare con il sonno mentre il canto rude in un latino storpiato dei confratelli ti faceva quasi da ninna nanna. E poi, dopo la fine della funzione, tutti andavano in sagrestia a bere un bicchiere di vino “ per schiarire la voce”, dicevano. E a te toccava qualche carezza della mano callosa del Priore e qualche biscotto. Adesso sei qua, in via Marcello Scotti, di fronte alla chiesa di S. Tommaso D’Aquino, sede della Congrega dei Turchini. Una voce di dentro ti dice di entrare.

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La Corricella, i colori di Procida

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corricelladi Giacomo Retaggio

Da dove e come la vuoi guardare la Corricella? Da qualunque punto e in qualsiasi modo tu fissi lo sguardo su di lei è sempre uno spettacolo forse unico al mondo. Dal mare ti appare come un luminoso e fantastico agglomerato di case multicolori inserito nel verde scuro del paesaggio ai lati. Dall’alto di Terra Murata e precisamente dal terrazzo dei cannoni borbonici, e più ancora dal tetto del convento di Santa Margherita, la cogli in tutto il suo splendore di forme e colori vividi da quadro impressionista ed hai la sensazione di toccarla con mano. E poi c’è un altro modo per godersela: scendere attraverso i gradoni che si dipartono dalla via di S. Rocco ed inoltrarsi nel suo ventre per viverla dall’interno ed assorbirne gli umori e le scansioni di vita. E forse quest’ultimo è il metodo migliore. Perché se la guardi da lontano o dall’alto puoi apprezzarne i colori e le forme , ma ti sfuggiranno le voci ed i ritmi del suo vivere quotidiano.

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Procida: La festa alla Cappella

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cappelladi Giuseppe Ambrosino (Pauliello)

Stamattina, lasciando i campi rugiadosi di via Rivoli e immettendomi su via Solchiaro, dove il nascente Sole si annuncia dietro l’incombente sagoma dell’ospedale , uno scampanellìo familiare seguito da colpi di mortaio,  interrompe i miei pensieri di viandante mattiniero. E senza rimanerne sorpreso, ricordo che oggi 20 ottobre, penultima domenica del mese, è la festa alla “Cappella”.

La mancanza di sorpresa, da parte mia, è dovuta al fatto che tale ricorrenza, anche se non sia tra quelle più importanti dell’isola, fa parte della memoria ancestrale di chi, come me, in quel quartiere ci è nato e vissuto. Pertanto stamattina, l’annuncio festoso dell’antica campanella,  l’acre odore di zolfo degli “spari”, e l’immutato e penetrante profumo della natura autunnale  , mi riportano indietro nel tempo.  E nel ricordare le varie feste succedutesi negli anni, mi viene spontaneo   associare ad  ogni ricorrenza, qualche momento saliente della mia vita.

Prima di rappresentare tali momenti, però, voglio rivolgermi a chi non ha avuto la fortuna di nascere in questo  quartiere, e si domanda  che cosa sia la “Cappella”, dove si trovi e che cosa si festeggi.  E per esaudirlo attingo un po’ ai miei ricordi personali, un po’ a quanto mi hanno raccontato, e talora  a  qualche documento storico.

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Piazza dei Martiri, il cuore di Procida

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piazza martiri2di Giacomo Retaggio

Questa piazza la puoi  considerare il cuore di Procida ed un tempo molto più di oggi. Incastonata nel vecchio e vero centro storico dell’isola, essa un tempo rappresentava il punto di aggregazione della vita sociale, politica e religiosa del paese. Ed anche sede di fole e di inciuci: nei giorni successivi alle impiccagioni del ’99 nelle sue bettole, nei suoi cortili e nelle sue case si favoleggiava da parte di alcuni che gli impiccati erano tornati. Qualcuno giurava di aver visto di notte la chiesa di S. Michele illuminata a festa con i tre preti giustiziati che celebravano una messa solenne al suono dell’organo e con gli altri impiccati che seguivano il rito. E la gente, impaurita, ci credeva. Forse nell’inconscio tentativo di esorcizzare la morte o nell’ingenuo tentativo di chiedere una qualsiasi forma di perdono per l’eccidio cui avevano partecipato. Oggi non è più così, anzi puoi dire che essa è andata incontro ad una progressiva perdita del suo ruolo, anche se rimane di un fascino e di una bellezza incomparabili. E’ come se, paga della storia e delle vicende di vita che l’hanno attraversata, si fosse ripiegata su se stessa alla ricerca di una propria tranquillità, lontana dai clamori di un tempo.

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PROCIDA – Presentato “Procida, l’isola dei Misteri”

dalla pagina Fb Ciao Procida

Galleria Nappa gremita per la presentazione di “Procida, il giorno dei Misteri”, opera prima del giornalista Guglielmo Taliercio. Il libro edito da Fioranna di Maria Grazia Gargiulo racconta coniugando semplicità e passione il fortissimo sentimento che lega i procidani con la secolare Processione del Venerdì Santo. L’evento è stato organizzato -nella splendida Galleria di Luigi Nappa diretta da Rosalinda Esposito- dall’Ascom, dalla Pasticceria Bar Roma, dalla Libreria Ambrosino e dal Comune di Procida con la partecipazione della Congregazione dei Turchini e le Associazioni Isola dei Misteri e Ragazzi dei Misteri.
Al tavolo dei lavori, coordinato dal vice-presidente dell’Ascom Franco Ambrosino, erano presenti il dott. Giacomo Retaggio, storico e scrittore, Gabriele Scotto di Perta, priore della Congrega, e l’autore Guglielmo Talericio. Si è entrati subito nel vivo del dibattito con il “perché” di questa pubblicazione con Franco Ambrosino che ha spiegato, ai numerosi presenti, la curiosità, lo stupore che la Processione suscita a tutti i turisti e visitatori che hanno la fortuna di arrivare sull’isola nel giorno di Venerdì Santo.

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Procida: Tra storia, fede e tradizione, mostra alla Congrega dei Turchini

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Apprezzata e visitata da turisti e procidani, sino a domenica 9 settembre 2012, presso la Congrega dei Turchini con sede in via Marcello Scotti presso la chiesa intitolata a San Tommaso d’Aquino, resterà aperta la mostra: “Tra storia, fede e tradizione”, curata dal priore Gabriele Scotto di Perta e dai volontari della Confraternita in occasione dei 120 anni dal trasferimento della stessa da Terra Murata alla sede attuale la quale, tra l’altro, ospita la statua del Cristo Morto, attribuita a Carmine Lantriceni così come attestano la firma e la data 1728  apposte sulla base, che viene portata a braccia per le stradine dell’isola in occasione della tradizionale processione del Venerdì Santo.

Accessibili al pubblico, per la prima volta, documenti di archivio datati tra il 1700 e 1800, tra i quali: lo statuto originale della Confraternita, annuari dei confratelli, un curioso registro dei morti con legati di messe di suffragio e addirittura due chiavi, una che rappresenta la prima chiave dell’attuale sede ed un’altra dell’antica sede ubicata presso l’Abbazia di San Michele, quasi a perpetuare e ribadire il diritto dei confratelli dei Turchini a poter usufruire ancora oggi dei locali antichi di Terra Murata.

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