Un nuovo progetto politico per chi sente ancora tensione morale

COMUNICATO STAMPA

I “berluscones”, a difesa del vUoto di azione governativa che perdura ormai da molto tempo, affermano che la Sinistra non ha approntato un suo progetto alternativo, né ha un leader.

Hanno in gran parte ragione.

Oggi, però, sono in molti tra Liberali, Repubblicani, Socialisti e Laici in generale, che pare si stiano svegliando dal sonno e noi cittadini chiediamo proprio a loro di focalizzare più chiaramente il progetto politico intorno a cui hanno cominciato a muoversi.

Tale progetto politico sembra dirigersi verso un più significativo contenuto liberale e democratico, come il Berlusconismo ha costantemente promesso e ancora più pertinacemente negato nei fatti, e addirittura irriso.

La tradizione e il pensiero repubblicano e molta parte della tradizione dell’antico partito liberale certamente hanno sbagliato contenitore politico quando hanno scelto di farsi rappresentare nel Centrodestra.

Idem dicasi per tanti sinceri Socialisti.

Anche tanta parte della tradizione socialista e più generalmente laica non può condividere le scelte, i modi e le azioni dei “berluscones”.

E’ tempo di lavorare insieme per l’Italia.

Purtroppo, quello che agli Italiani è stato imposto finora come “l’altro polo della politica” non ha mostrato tutta la capacità di analisi della società e delle sue aspirazioni, tutta la capacità di critica e di proposta, tutta la duttilità che è interna alla cultura politica europea, e non solo europea.

L’Europa stessa, per esempio, è stato sempre un campo non bene arato e seminato dalla cultura “dell’altro polo”, quello della sinistra, mentre dal polo di destra è stato costantemente ignorato.

Contestualmente al ritorno alla discussione più squisitamente politica, qualcosa specialmente sul piano organizzativo, va approntato, e presto, fuori dal Centrodestra e fuori dal Centrosinistra.

Che sia necessario un passo verso un concreto movimento liberaldemocratico, è una cosa che condividiamo tanto da essere pronti a collaborare ad una lista elettorale che testimoni questa presenza alle elezioni napoletane e non solo, con tutti i cittadini che abbiano la nostra stessa intenzione.

Riteniamo necessario, in questa occasione, sottolineare che la più grave insufficienza messa in luce da tutte le forze politiche presenti in Italia è quella che si riferisce alla tensione morale, agli ideali, che inducono alla militanza politica, intesa come disinteressata e libera scelta dei cittadini, cosa che finora è stata troppo irrisa, umiliata, calpestata e demolita dai variegati interessi personali di tutti i partiti presenti sulla scena politica attuale.

Sono principi astratti questi? Il Medioevo civile che affolla le nostre città  e le nostre televisioni dimostra il contrario.

Occorrono obiettivi sociali condivisi, occorre rivolgersi a tutti quelli che abbiano imparato che cos’è l’impegno che deriva dalla tensione morale, dal senso di appartenenza ad una comunità operosa e solidale, responsabile costruttrice del suo futuro.

La base solamente repubblicana ci sembra un orto molto piccolo di fronte alle esigenze di un’intera generazione chiamata:

  1. a continuare l’impegno della gioventù risorgimentale dell’800 perché l’Italia ancora non è una, strutturalmente, socialmente, economicamente, e oggi, forse, pure politicamente;
  2. a continuare l’impegno della Resistenza, perché i continui attacchi che subisce la libertà di stampa, la libertà di manifestazione e di insegnamento, la magistratura e gli altri istituti dello Stato manifestano nella società italiana l’innesto di qualcosa molto vicino concettualmente a quel regime che fu chiamato fascismo;
  3. a continuare la difesa della Costituzione italiana attaccata da iniziative arroganti di una certa casta e imposte proditoriamente al popolo, con conseguenti sguaiate disapplicazioni anche di tante leggi ordinarie;
  4. a ridisegnare un futuro credibile e accettabile per una intera generazione, dimenticata dal Governo e da chi ha inteso introdurre nella società italiana solo precarietà di lavoro e insicurezza generale;
  5. a riconfigurare tutto il sistema Italia per quanto riguarda ostacoli burocratiche, ingerenze parassitarie, organizzazione e programmazione industriale ed energetica;
  6. a rilanciare l’Europa nei suoi aspetti di Stato sempre più politicamente unitario per impedire la marginalizzazione economica e politica di un intero continente e della sua cultura democratica.

Per questi obiettivi è necessario richiamare a raccolta quanti sentono coscienza civile per battere ogni pessimismo della ragione.

Per il Coordinamento

ing. Elio Notarbartolo

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