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L’infame privatizzazione della Caremar: Governatore e consiglieri regionali tutti a casa!

 di Domenico Savio*

La privatizzazione della Caremar è la più grande sciagura sociale che abbiano mai conosciuto e vissuto le popolazioni delle isole del golfo partenopeo, voluta e concretizzata spregiudicatamente dal potere politico padronale della regione Campania di destra, centrodestra, centro e centrosinistra, dai suoi partiti politici Pdl, Udc, Pd, Idv e raggruppamenti vari e dagli attuali consiglieri regionali, tra cui l’ischitano lacchese e consigliere del Pdl Domenico De Siano, che è investito di una maggiore responsabilità morale, civile e sociale in quanto è stato eletto per rappresentare al meglio gli interessi e le aspettative degli isolani, interessi che risultano penalizzati dalle scelte politiche privatistiche.
Una privatizzazione scellerata e disastrosa invocata dall’armamento privato per meglio arricchirsi sul lavoro e i sacrifici di vita delle popolazioni isolane, sollecitata dalla capitalistica e imperialistica Comunità Europea e favorita dalla politica padronale e antipopolare del potere politico borghese e clericale del governo e del parlamento nazionale, dove siedono e legiferano le stesse forze politiche padronali di cui sopra, una scelta politica che gonfierà il portafoglio dell’armatore privato che la comprerà e alleggerirà pesantemente le tasche degli isolani con l’aumento progressivamente e consistentemente del biglietto di viaggio e peggiorerà le condizioni di viaggio. Anche la famiglia imprenditrice del consigliere regionale Domenico De Siano di Lacco Ameno ha approfittato dell’opportunità datale dalla scelta nefasta del potere politico campano per concorre, assieme ad altri, all’acquisto della Caremar, oltre a svolgere l’attività commerciale e alberghiera, mentre il suo familiare rappresentante istituzionale non risponde ancora alla sollecitazione morale ed etica di dimettersi.
La privatizzazione delle attività statali industriali, agrarie, bancarie, commerciali e dei servizi sociali, come telecomunicazioni, trasporti, attività sanitarie, scolastiche e comunali, è servita unicamente per incrementare i guadagni dei privati imprenditori, aumentare continuamente i costi per i cittadini e peggiorare le prestazioni. La privatizzazione della Caremar è una pesante ipoteca sul futuro sviluppo economico, sociale e civile delle nostre isole. Le società regionali del gruppo Tirrenia furono istituite dal parlamento nazionale con la legge 19 maggio 1975 n.169, tra cui la Caremar, che per circa 40 anni ci ha garantito la continuità territoriale con naviglio all’avanguardia e costo contenuto per gli isolani, adesso, con la sua infame privatizzazione, ritorneremo ai disagi di una volta e all’arbitrio dei costi e degli affari dei privati.
A chi ci fa interessatamente e opportunisticamente osservare che la Caremar costa troppo alla collettività rispondiamo che per noi isolani il trasporto marittimo è come quello automobilistico pubblico sulla terraferma, è un servizio sociale essenziale per la mobilità e la continuità territoriale e che deve essere sostenuto dal bilancio pubblico, così come lo è per la scuola e la sanità, con mezzi idonei e costi contenuti. Come la Regione finanzia giustamente il servizio automobilistico così deve finanziare pure quello marittimo per le isole, non si possono accettare discriminazioni tra i cittadini italiani: si combattano e si eliminino gli sprechi di potere ma non si sopprima un primario servizio sociale.
La Caremar può rimanere una società pubblica, a condizione che lo sia interamente. Il Partito Comunista Italiano M-L. chiede con forza alla Regione Campania di bloccare immediatamente la vendita della Caremar, di trasformare la società mista in società totalmente pubblica e di finanziarla così come finanzia le società pubbliche automobilistiche. La normativa europea e nazionale lo consente, occorre solo la volontà politica del potere dominante che, disgraziatamente e come dimostrato, manca, perché per cultura, interesse di classe e opportunismo vuole favorire e sostenere gli interessi privati contro quelli della collettività.
Il Partito Comunista Italiano M-L esprime piena solidarietà umana, fraterna, di classe e rivoluzionaria ai lavoratori della Caremar in lotta per la conservazione del posto di lavoro per loro e per i giovani, che li sostituiranno dopo il pensionamento, condanna fermamente le minacce istituzionali di provvedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori in lotta per la sopravvivenza, processa pubblicamente e condanna esemplarmente le decisioni e i comportamenti irresponsabili del potere politico regionale, coscientemente colpevole di quanto sta accadendo, per la sciagurata vendita della Caremar, per il danno inimmaginabile che sta arrecando alle popolazioni presenti e future delle isole e per la sua disastrosa scelta politica, che favorisce gli interessi dell’armamento privato contro quelli popolari.
Però non possiamo esimerci dal sottolineare che questo potere politico padronale – nel senso che governa bene gli interessi della classe sociale capitalistica, di cui fanno parte a pieno titolo gli armatori privati, a danno di quelli della classe lavoratrice operaia e intellettiva – e questa dannata politica istituzionale, che danneggiano in tutti i modi le masse lavoratrici e popolari, sono il risultato diretto e infame delle conseguenze del voto politico e amministrativo sbagliato espresso anche dalla stragrande maggioranza dei dipendenti della Caremar e delle loro famiglie, oltre che a militanze sindacali sbagliate e complici dei loro mali. Per favorire la gestione pubblica dei trasporti marittimi, come dei tanti altri problemi sociali fondamentali del vivere civile di un popolo, occorre formare un nuovo potere politico, che passa necessariamente attraverso il cambiamento radicale dei comportamenti politici ed elettorali della maggioranza dei lavoratori e della popolazione della Campania e dell’Italia intera, altrimenti il nostro destino sociale è quello di continuare a soffrire per arricchire i padroni sfruttatori del nostro lavoro.
Il Partito Comunista Italiano M-L. lotta per questi obiettivi, sostenetelo e mercoledì 7 novembre 2012 alle ore 18 partecipate tutti all’iniziativa di lotta politica organizzata nella Sala superiore del Bar Calise in piazza degli Eroi a Ischia, perché la questione può essere risolta solo politicamente. Signore armatore Salvatore Lauro, noi al suo proposto servizio privato, ancorché offerto a un costo inferiore a quello pubblico, preferiamo quello collettivo della Caremar!
Forio (Napoli), 26 ottobre 2012.
* Segretario generale del P.C.I.M-L.
domenicosavio@pciml.org

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3 commenti

  1. Quoto tutto , sign, Siano stanno facendo di tutto per svendere a 4 soldi questa gloriosa società , isolani ribellatevi perchè il privato vi tartasserà e vi farà pagare pure gli occhiali da sole quando andrete a fare il biglietto ( se mettono a pesare finanche i bagagli ), inoltre ci stanno un sacco di padri di famiglia stagionali che faranno sicuramente una brutta fine ( ma venderemo cara la pelle ).

  2. I potenti banchieri internazionali si stanno comprando tutto, il loro mosaico sarà completo quando avranno arraffato tutto. Purtroppo la Caremar come altre società ed anche alberghi finiranno inesorabilmente nelle loro mani. Faranno come hanno fatto con tutte le altre società statali che hanno rubato al popolo. Faccio un esempio le Autostrade: hanno usato un prestanome come la famiglia Benetton che per qualche anno le ha tenute, e dopo sono finite ai soliti, cioè alle banche internazionali. Questa è la fine che farà la Caremar, inoltre, come è loro abitudine, si riuniranno con le altre compagnie marittime e stabiliranno periodicamente le tariffe da adottare, cioè gli aumenti costanti che il popolo subirà.
    La democrazia è durata 50 anni, è finita da qualche decennio e non tornerà mai più, abituiamoci all’idea che c’è la nobiltà e la plebe……..

  3. I potenti banchieri internazionali si stanno comprando tutto, il loro mosaico sarà completo quando avranno arraffato tutto. Purtroppo la Caremar come altre società ed anche alberghi finiranno inesorabilmente nelle loro mani. Faranno come hanno fatto con tutte le altre società statali che hanno rubato al popolo. Faccio un esempio le Autostrade: hanno usato un prestanome come la famiglia Benetton che per qualche anno le ha tenute, e dopo sono finite ai soliti, cioè alle banche internazionali. Questa è la fine che farà la Caremar, inoltre, come è loro abitudine, si riuniranno con le altre compagnie marittime e stabiliranno periodicamente le tariffe da adottare, cioè gli aumenti costanti che il popolo subirà.
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