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Procida: Ristabiliamo la verità sulla Processione del Venerdì Santo

cristo morto foto max noviello procida tvdi Giacomo Retaggio

PROCIDA – Una trentina di anni fa una firma di un certo calibro pubblicò sul “Corriere della sera” un articolo sulla Processione del Venerdì santo procidana. Tra le tante baggianate scrisse che durante la processione i bambini vestiti da “angioletti” venivano issati su lunghe pertiche “fino all’altezza dei primi piani delle case” (sue testuali parole) per farli piangere in preda alla paura ed aumentare il pathos della manifestazione. Nulla di più falso!

A Procida ci fu una sorta di rivolta popolare contro l’articolista perché, e questo si deve sapere, ai Procidani puoi parlare male di tutto ma non della processione del Venerdì Santo. In questi giorni, in un micidiale ricorso storico, la situazione si è ripetuta. Un articolista ed un giornale locale hanno pubblicato un articolo sulla processione. La prima idea che mi è venuta in mente è stata quella di lasciar perdere e di far cuocere giornale e articolista nel loro brodo. Poi, con la consapevolezza che la madre degli imbecilli è sempre incinta, mi sono chiesto quanta gente avrebbe potuto leggere l’articolo e farsi un concetto sbagliato di questa manifestazione procidana.

Personalmente odio le polemiche perché si risolvono quasi sempre in una bolla di sapone e molto amaro in bocca, ma il troppo storpia. Occorre intervenire per ristabilire la verità. Ne va di mezzo la dignità e la schiettezza d’animo del popolo di un’isola intera, Procida. La giornalista (e chiedo scusa ai veri giornalisti) forse ha assistito a qualche altra processione oppure lo ha fatto con la mente ottenebrata dalla cortina dell’ignoranza e di sicuro molto prevenuta. Perché nel suo scritto si nota un’acredine, una cattiveria, un sarcasmo che lasciano intravedere una serie di suoi problemi esistenziali che andrebbero curati da un buon psicoterapeuta.

Che sa lei della processione del Venerdì Santo? Nulla, assolutamente nulla! Che sa di cosa rappresenti per i Procidani, di quale impatto abbia sulla comunità isolana da centinaia di anni?  Si è mai messa nei panni di un Procidano, imbarcato su una nave ed ai confini del mondo, che il Venerdì Santo non riesce a lavorare perché il suo pensiero corre ossessivamente al “Cristo” che attraversa le strade di Procida? E’ mai entrata di notte in una casa di Procida ove, nel periodo precedente la Pasqua, una donna aguzza la vista per ricamare dei fregi dorati su un vestito da “angioletto”? Ha mai cercato di comprendere cosa spinga centinaia di giovani ad ammazzarsi di fatica e di rimetterci del proprio per preparare i “Misteri”? Ha mai avvertito un brivido lungo la schiena nel sentire nel silenzio della notte il suono lacerante della “tromba”? Se non ha mai vissuto per lo meno uno di questi eventi lei non può assolutamente capire cosa rappresenti il Venerdì Santo per i Procidani.

Lei si è fermata in superficie; si è innamorata dell’idea delle matriosche e si è regolata di conseguenza. Forse, anzi senza forse, per mettere in atto uno scoop giornalistico. Ha voluto essere la voce fuori dal coro, alla ricerca di una personalità che di sicuro non ha. Lei parla di “ragazze con i tacchi a spillo e vistosi spacchi laterali, sedute al bar in attesa di essere chiamate a fare le comparse in qualche film o di attirare un marito”. Ma questa giornalista in che mondo vive? Ha idea di cosa siano le giovani di Procida? Oltre ad essere bellissime ed elegantissime (un po’ di invidia da parte sua?) esse sono modernamente proiettate verso un futuro radioso sia dal punto di vista lavorativo che familiare. D’altra parte le donne che alle quattro e mezza del mattino si recano presso la Congrega dei Turchini per la “veglia” al Cristo e poi rientrano a casa per svegliare mariti, figli e preparare pastiere e casatelli perché le danno fastidio? Forse perché al suo paese certe usanze si sono perse?

E l’accenno ai preti, poi. Ha idea la nostra articolista di cosa rappresentino ed hanno rappresentato nel passato per lo sviluppo culturale e civile di Procida e della comunità isolana? A questa signora, che usa la penna per offendere e denigrare, vorrei dare un consiglio: la prossima volta che verrà a Procida (ma mi auguro che non ci sia una prossima volta) si informi meglio sulla nostra isola, sulle sue tradizioni e sulla sua enorme (per lei inconcepibile) civiltà.

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5 commenti

  1. GEPPINO PUGLIESE

    DOTT. RETAGGIO

    Io debbo scusarmi con Lei.

    Di primo acchito, avendo letto il Suo articolo tutto di gettito,sono sobbalzato sulla sedia.

    M i domandavo : ” Ma perchè il Dott.Retaggio , persona di grande umanità e spessore culturale , usa un

    linguaggio così acido verso questa giornalista,

    TIZIANA IOVINE del quotidiano ” Il Dispari ” dell’isola d’ischia. e poi,che supponenza del Dottore ad ergersi a

    ” giudice supremo della verità “. Insomma un turbinio di pensieri e considerazioni mi offuscava la mente.

    Ed allora,mi sono preoccupato di leggere questo articolo,incriminato dal Dottore.La data è del 4 Aprile,e la

    giornalista che ha firmato è TIZIANA IOVINE.

    Ho letto più di una volta l’articolo,e sono giunto alla conclusione, che il DOTT. RETAGGIO

    è stato fin troppo tenero verso questa giornalista….

    PROPONGO ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI DI ” RADIARLA ” DALL’ALBO

    E AL DIRETTORE DE ” IL DISPARI ” DI “LICENZIARLA ” IN TRONCO.

    PERCHE’ MAI IN VITA MIA MI E’ CAPITATO DI LEGGERE TANTE NEFANDEZZE TANTE FALSITA’ TANTA

    SUPERFICIALITA’

    • giacomo retaggio

      Caro Geppino, non è mio costume esagerare nei termini ed ” ergermi a giudice” come dici tu, ma l’inviata del Dispari ha veramente esagerato. Ho riflettutto molto prima di rispondere perché pensavo di farle pubblicità, ma poi gli eventi sono precipitati ed era mio dovere far sentire la voce dei Procidani offesi. Anzi colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno avuto parole di apprezzamento nei miei riguardi.

      • Caro Dottore o chiunque, non riesco a trovare l’articolo della tizia, ci ho provato, ma forse stando su una nave non ho modi di accedere agli archivi di quel giornaletto. Apprezzerei che qualcuno postasse il link. Grazie, specie al Dottore per la pur troppo elegante precisazione.

  2. Purtroppo devo constatare che il buontempone pseudo giornalista che ha sparato sulla Processione del Venerdì Santo ha fatto centro. Proprio come scrive il mitico dottore Retaggio, ben trenta anni fa, un altro “collega” giornalista ha sparato cazzate sulla carta stampata, evidentemente lasciando il segno, tant’è che ne abbiamo ancora memoria. Infatti per un aspirante giornalista, il ritorno mediatico è l’unica fonte di guadagno e, dobbiamo ammetterlo, il tipo di cui sopra c’è riuscito. Ops vi state chiedendo perché parlo al maschile… un motivo ci sarà visto che ne sono consapevole. Anzi a mio avviso non dobbiamo scomodare nemmeno un personaggio dell’isola verde per capire chi ha redatto quella barzelletta. Difatti della troll Tiziana Iovine su Facebook c’è solo un albero d’ulivo e un tramonto come foto. Per come la penso io è l’ennesima bufala… un tanto al Kg e non merita un solo secondo della nostra attenzione.

    Tuttavia, oltre lo sparacazzate di cui sopra, leggo poco e in modo frammentario della notizia di contravvenzione, purtroppo questa vera, ad opera dei carabinieri di Procida, elevata ad un mistero durante la Processione.
    Questo si che mi ha lasciato basito! Una volta si premiavano i ragazzi che portavano i misteri, adesso si multano come se fossero usciti senza casco. Non mi pare che nessuna “istituzione locale” abbia preso le difese dei ragazzi e prevedo che anche questa bella tradizione tutta procidana sia sulla via del tramonto. Intanto becchiamoci quest’altra vittoria. Siamo i primi, noi procidani, ad aver preso una multa durante una manifestazione religiosa. E anche questa è una tradizione tutta procidana…
    W i procidani!

    • Quando sabato,di ritorno da una funzione funebre di un mio carissimo amico,Leo Pugliese mi ha mostrato il verbale di contravvenzione redatto in conformità di una ordinanza sindacale emessa in dispregio di qualsiasi norma amministrativa(ma qualcuno dell’Amministrazione ha mai seguito un corso di formazione presso la Scuola Superiore ?) ,sono immediatamente intervenuto presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli che ha interessato la Compagnia di Ischia sovraordinata Procida per i necessari provvedimenti:Come giustamente ha fatto notare l’amico Dott.Giacomino su altro articolo sempre afferente la processione,il TROPPO STORPIA!!

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