Home > cronaca > Questione migranti: la problematica ci mette davanti al valore e alla qualità della nostra “ostentata” cristianità

Questione migranti: la problematica ci mette davanti al valore e alla qualità della nostra “ostentata” cristianità

Di Michele Romano

PROCIDA – E’ deprimente ciò che sta per accadere nella nostra cara “polis micaelica”: l’ansia referendaria per evitare l’accoglienza della quota dei 35 “poveri Cristi” individuati per il nostro Comune, scappati via dalle immani tragedie dei loro territori. L’aspetto che più ci colpisce è il presentarsi in modo civile al limite della tenerezza ma con distinguo (ma, però) che racchiudono in se uno spirito discriminatorio e respingente da “anime belle” molto più pernicioso e subdolo di quello urlato con il “petto in fuori” in tutta la sua malvagità.

Tale problematica, in attesa di capire quali profitti determinerà, ci mette davanti al valore, alla qualità della nostra “ostentata” cristianità. E qui non si può scappare dalla radicalità dell’annuncio evangelico, ribadito da Papa Francesco in Columbia, come una straordinaria lettura delle parole di Gesù che, per dissolvere le tenebre e riappropriarsi della luce, indica la strada di costruire ponti, abbattere muri, integrare la diversità, promuovere la cultura dell’incontrarsi, del dialogo, dell’ascolto, educare la perdono, alla misericordia, al senso di giustizia, al rifiuto della violenza, al coraggio della pace. Pertanto cerchiamo di non svilire il significato profondo del Cristo Crocifisso e prendere la lacerante coscienza di essere ancora nella camicia di nesso intrisa di sangue di Caino su Abele.

Cara comunità ecclesiale (consigli pastorali, congreghe, gruppo di famiglia e di ogni genere sacro) procediamo sulla scia del pontefice giunto dall’altra parte del mondo o sulle orme della Chiesa del Silenzio, anche se urlato, da un fiume di parole che non propongono scelte decisive che il Cristo Risorto offre?

Cara politica isolana, nella sua complessità, cosa si vuole essere su questa vicenda: professionisti della paura che uccide il cuore e la mente dei don Abbondio laici oppure capitani coraggiosi? Ci auguriamo che prevalga tale stile per salvare la ragione di essere donne e uomini in cammino verso il profumo della vita non verso il cupio dissolvi da perdenti radicali.

Postilla finale: in questo momento che nel nostro vissuto intimo stiamo attraversando il Calvario della sofferenza, vogliamo fare nostre le parole di una “grande anima laica” Gabriel Garcia Marquez di fronte all’aggressione, all’indifferenza, all’abbandono, al cinismo la risposta si trova dentro l’essenza della preziosità della vita di ogni creatura.

Potrebbe interessarti

Le interrogazioni sono sempre opportunità per spiegare l’ordinaria amministrazione

PROCIDA – Sulla raffica di interrogazioni presentate in questi ultimi mesi dal Consigliere comunale Menico …

3 commenti

  1. federica mormando

    Sono soltanto una turista molto procidana. Vista l’esperienza di altri luoghi, se anche a Procida dovessi temere la presenza di persone “di diversa cultura” nelle stradine, in spiaggia, magari tornando in un albergo le cui porte non sono blindate, credo che non verrei più. La bellezza di Procida non è solo nel paesaggio, ma anche nella sicurezza e nella meraviglia di non correre rischi e di ritrovare quella libertà di movimento che nelle città non s’è più. E non c’è più anche in tante città di be mare. Non sono l’unica a pensarla così!

  2. John Calise ( Wishy)

    Diciamo la verita’, la maggior parte di questi migranti sono ladri, stupratori,e spacciatori, si infilano nelle case delle persone anziane, dei 34 inizialmente previsti ne arriverrano a centinaia ve lo assicuro, la notte i nostri figli o nipoti se li ritroveranno nei nostri vicoli bui e con solo sei carabinieri presenti sulla nostra isola cosa potremmo fare ? Personalmente NON LI VOGLIO nella nostra isola e chi e’ d’accordo con me non abbia paura di dire la sua. Credo che l’Amministrazione abbia il dovere di chiedere anche l’opinione dei suoi cittadini a riguardo e poi prendere una decisione.

  3. PERMESSO…GRAZIE…SCUSA…DI rotellapiera@tim.it
    IN VERITA’ DOPO AVER ASCOLTATO PADRE FRANCESCO BERGOGLIO,
    QUESTI TRE TERMINI, DA LUI ENUNCIATI PER SPIEGARE A TUTTO L’UDITORIO
    IL MOTIVO, DELLE NOSTRE RELATIVE DIFFICOLTA’ A COMUNICARE,
    MI SONO PARSI IDONEI ALLO SCOPO, OSSIA IN PERFETTO ACCORDO COL MIO PENSIERO
    E, SOTTOLINEANDONE LA CAUSA…DI TUTTI I NOSTRI MALI…AFFERMIAMO CHE,
    NON ESSENDO QUASI MAI ADOPERATI, DETERMINANO..OGNI SVENTURA,
    OGNI NOVELLA NOSTRA INCOMPRENSIONE,
    EGLI
    CONDIZIONA AD ESSI OGNI MISFATTO…CHE SE LO SI CONFESSA CON UMILTA’
    POTREBBE NON DICO VENIR CANCELLATO…MA PERLOMENO…
    E POI RICONOSCENZA, AL BENE RICEVUTO, ANCHE SE IMMERITATO…
    POTREBBE NON DICO ESSERE RICOMPENSA…MA FORSE…
    E, CHIEDERE PERMESSO..PER OGNI INOPPORTUNA INTROMISSIONE…
    SAREBBE COME AUSPICABILE…DELICATEZZA CERTO…
    QUESTI TRE PRESUPPOSTI SEMPLICI, MA ESSENZIALI
    CAPOVOLGENDO GLI AVVERSI DESTINI AFFERMANO, UNA SACRA VERITA’, CHE
    PAPA BERGOGLIO HA VOLUTO NELLA SUA ESSENZIALITA’,
    SOTTOLINEARE AD UN PUBBLICO D’ ANIME …………….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *