Potrebbe apparire ai più come una farsa carnevalesca messa in scena da guitti arlecchinati secondo le più classiche regole della “commedia dell’arte”, ma non è così. La tragicommedia che si è consumata in questi ultimi anni (e continua a consumarsi) a proposito dell’abbazia di S. Michele di Procida è sconosciuta alla maggior parte dei Procidani e non. Per poco che ci si avvicini alla questione per tentare di capirne qualcosa ci si accorge subito con rammarico e meraviglia che i comuni parametri della logica e del buon senso sono stati stravolti ed ignorati dagli attori interessati. E ci si chiede: è possibile che ciò accada? Risposta: si, è possibile! Ma veniamo ai fatti.
Nel 2006 vola al cielo (che Dio lo abbia in gloria!) don Luigi Fasanaro, curato storico dell’abbazia cui aveva dedicato tutta la sua vita. Al suo successore si para davanti l’occasione di poter usufruire di fondi europei, elargibili attraverso la Regione Campania, per il restauro della chiesa di S. Michele.