di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo
Se ti chiedessi all’improvviso, giovane lettore, chi fosse Mario Spinetti e perché il campo sportivo si chiami con questo nome, certamente non sapresti rispondere. Al limite penseresti che fosse un giocatore, uno che si fosse dato da fare col pallone, avesse segnato chissà quanti goal, fosse stato insomma un Maradona procidano. Niente di tutto questo, ti dovrei rispondere, anche se Mario Spinetti un ruolo importante nella realizzazione del campo sportivo lo ha avuto. Dotato di uno spirito sportivo straordinario, infatti, lui per primo ebbe l’idea di fornire un campo sportivo decente a tutti quei giovani di allora, che, quando avevano voglia di tirare quattro calci, si arrangiavano sulle spiagge o sulle piazze spopolate della Procida dell’epoca.
Perciò devi dire grazie a Mario Spinetti, per te un illustre sconosciuto, se oggi il campo sportivo esiste. Peccato che quel 18 novembre del 1964 , quando il campo si inaugurò, e venne intitolato proprio a lui, lui non c’era più. Peccato, non perché lui si aspettasse grandi riconoscenze per la realizzazione di così grande opera, ma per la soddisfazione di aver portato fin in fondo la sua geniale idea. Idea che per realizzarsi richiese fatica e denaro.