Procida: Sequestrati 100 kg di tonni sottomisura

Sequestro tonni

 

Dopo il sequestro operato in prossimità del borgo dei pescatori di Corricella, nella giornata dell’11 settembre scorso, di una rete da pesca di circa 220 metri ed esemplari di tonno pescati illegalmente, evento che è costata la denuncia penale a carico di un abitante della zona, questa mattina,  nel corso di un’articolata operazione di polizia marittima, tesa a contrastare la pesca di frodo, i militari, diretti dal comandante T.V. (CP) Giuseppe Panico, hanno scoperto, a bordo di un natante da diporto utilizzato da due procidani, un numero cospicuo, oltre 130 esemplari di tonno rosso (thunnus thynnus) sottomisura, mediamente di circa 30 cm di lunghezza e peso dai 900 a 1.200 grammi per esemplare, per un totale di 100 kg di novellame, in violazione della normativa che disciplina tale attività di pesca.

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Savina Caylyn, aspettaci

Vi proponiamo dal blog Ana La Balena un altro bellissimo post di Savina Dolores Massa che ci porta con lei fino in Africa dentro la pancia della Savina Caylyn insieme ai nostri marittimi sequestrati.

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Mi chiamano petroliera, e mi arrabbio. Preferisco sentire pronunciare il mio nome, quando vengo osservata e chiacchierata. Dite di me, Savina, e niente altro. Io, schiva, ora sono sulla bocca di molti: certe volte è un bacio, altre un disprezzo. Anche una nave possiede dei sentimenti, ma voi umani questo non lo sapete. Siete all’oscuro del fatto che ogni parte di me ha imparato, negli anni, ad assorbire i pensieri di chi mi abita. Nel bene e nel male, io divento loro.

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Procida. Savina Caylyn, la nave fantasma

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Giovedì 25 agosto l’importante sito di informazione di pace PeaceReporter ha pubblicato due lettere: una della procidana Dora Scotto Lavina e la seconda di  Adriano Bon padre del primo ufficiale di coperta Eugenio Bon, uno dei cinque marinai italiani in prigionia, che richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica sul caso della Savina Caylyn, la petroliera italiana sequestrata lo scorso febbraio dai pirati somali con 17 marinai indiani e i 5 italiani a bordo. La vicenda non è ancora giunta a conclusione e, stretta nella morsa delle varie emergenze nazionali e internazionali, rischia di cadere nell’oblio. Cosa sta facendo il governo italiano per risolvere il caso? Qual è l’atteggiamento dell’armatore? Familiari e amici dei marittimi attendono risposte.

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