Quanto vale la morte di Bin Laden?

Guest Post di Claudio Gagliardini che ringrazio

Scusatemi se cerco sempre il “lato oscuro” nelle cose, ma davvero mi riesce impossibile limitarmi a vedere soltanto quello che “vogliono farci credere” e starmene lì a gioire come un beota di un avvenimento che, per quanto positivo, non cambierà una virgola in termini di sicurezza internazionale e serve solamente agli USA e al loro Presidente.

Cosa voglio insinuare? Nulla, mi limito ai fatti. sabato 30 aprile 2011 il Giornale.it pubblicava l’articolo “Un dollaro così debole è come la liretta anni ’80“; eccone un significativo estratto: “Gli Stati Uniti stan­no stampando moneta all’im­pazzata. È un gioco piuttosto pericoloso, più simile al Monopoli che all’economia rea­le. Se a farlo fosse un pri­vato sarebbe una truf­fa.”

Il libro “Il dollaro morirà, viva l’euro”, della giornalista Myret Zaki, si apre con una frase molto chiara: “Il biglietto verde è diventato la più grande bolla speculativa della storia ed è destinato a crollare. La più grande economia del mondo è solo una grande illusione. Per produrre 14.000 miliardi di prodotto interno lordo (PIL), gli Stati Uniti hanno generato più di 5.000 miliardi di debiti, che costa loro 4.000 miliardi di interessi all’anno”.

Quasti sono soltanto alcuni esempi, ovviamente.

Oggi il dollaro sta guadagnando punti su tutte le piazze, in conseguenza dell’uccisione di Bin Laden. E’ presto per dire quanto frutterà in termini economici il blitz dei Navy Seals, ma comunque vada sarà un successo. Per il dollaro vacillante, per l’immagine di Barack Obama, offuscata dalle guerre e dalla crisi USA, per i falchi americani e di tutto il mondo, che vedono nella “War on Terror” inaugurata da G.W. Bush una crociata degna di grandi investimenti e di cieca fiducia. Con questo non voglio dire che la fine di Bin Laden sia il frutto di una speculazione economica degli USA. Ovviamente qualcunque sia il ritorno economico che questo storico giorno porterà all’America, non sarà mai in grado di rappresentare la soluzione a una crisi che sembra ormai irreversibile.

Dico solo che ogni grande evento e accadimento ha sempre i suoi lati oscuri, nasconde interessi inconfessabili e risvolti che quasi sempre ignoriamo. La caduta delle Torri Gemelle rappresentò un grande dramma per migliaia di famiglie, ma anche in quel caso ci fu chi speculò in borsa e generò profitti, ad esempio. Non bisogna mai sottovalutare l’aspetto economico delle cose, che spesso contribuisce alla loro comprensione e a vederle da un punto di vista completamente diverso.

Come condivisibile la riflessione di Rudy Bandiera

che mi fa pensare: “ora che il più ricco e militarmente potente Paese del mondo lo ha cercato per 10 anni senza trovarlo accade che individuato un nuovo cattivo  da combattere,  che è il brutto Gheddafi, lo rintracciano e lo seccano.

Non è dietrologia ma buon senso: non vi sembra almeno un pelo strano tutto questo?

Gli americani hanno storicamente bisogno di due cose che sono eroi e cattivi: se non li hanno li creano e quando si consumano li cambiano. Come fanno con tutto.


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