di Nicola Lamonica
Elisabeth proveniente dal Perù, sposata e vissuta per trentacinque anni a Procida, vive oggi con grande dignità pesanti giornate d’angoscia poiché la giustizia italiana le chiede di demolire la sua modestissima abitazione di circa venti mq, peraltro non ancora impermeabilizzata all’esterno con l’opportuno intonaco; un’abitazione costruita a poco alla volta, pietra su pietra, nei momenti di pausa lavorativa dal suo defunto marito muratore che, costretto ad accettare sempre lavoro in nero, non Le ha potuto lasciare neanche una misera pensione di reversibilità.
Elisabeth rattristata, ma non intimorita, continua con fermezza la sua battaglia di sensibilizzazione e ad avere ancora fiducia nello Stato che – avendo nella sua Costituzione la promozione e la difesa dei cittadini più deboli e l’affermazione per ognuno dei diritti irrinunciabili per una esistenza dignitosa – non può abbandonarla. Le è stata negata dall’INPS per ben due volte l’istanza per la cosiddetta “ pensione indiretta” e la sua vita, da quando Le è morto prematuramente il marito, è cadenzata dal ricordo e dalla solitudine ed è economicamente precipitata per mancanza di un lavoro, se non occasionale: non Le rimane che l’affetto che Le viene dalle Sue amiche e “ l’adozione” da parte di alcune famiglie che, quando le condizioni lo permettono, Le offrono del lavoro per tirare avanti.
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