Gli stupidi sono sempre presenti : non passano mai di moda, crescono e ricrescono come i funghi quando piove.
Il termine deriva (sec. XIV) dal verbo latino stùpeo, ossia “son stordito, resto attonito”.
Lo “stupido” è infatti, colui che non sa dominare il circostante, e le situazioni, con tutti i loro fenomeni: ne resta attonito, spiazzato.
Nel latino il suffisso -idus, (da cui stupidus, “stupido”) è proprio di aggettivi verbali col senso di qualità durevole. Da qui la prima controversia: la stupidità è uno stato costante, è un handicap. L’inetto descritto da Italo Svevo è un tipico esempio di “stupido”: di fronte al bivio non saprà mai che direzione imboccare. da Wikipedia.
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