I brasiliani la chiamano saudate, noi diciamo nostalgia, Al Bano Carrisi la celebrò in una famosa canzone: Nostalgia canaglia.
E’ appunto la nostalgia il filo conduttore che ci spinge a parlare di un procidano doc, Salvatore Ceccarelli, meglio conosciuto come “purpetta”, da anni emigrato in America dove oggi risiede.
Salvatore nasce nel quartiere di “Semmarezio”, una volta centro storico dell’isola. La sua casa era ubicata a Largo Castello n°10. Giovane di bella presenza, a causa del lavoro scarso che c’era a Procida nel dopoguerra, conosciuta la sua attuale sposa Antonietta Boccasini, impalmato naturalmente nel Santuario di S.M. delle Grazie, partì per oltreoceano. Lì venne “colpito” dalla Statua della Libertà e, prima trovò lavoro nel campo dell’edilizia e poi, con gli anni, divenne multipurpose man in un istituto per non vedenti di New York, retto, guarda caso, dalle mitiche Suore di Ivrea, le stesse che avevano una sede a Procida e di cui tutti noi conserviamo il ricordo. Qui divenne anche braccio destro di sister Fedele, la madre superiore dell’istituto.
