La nave “Grecale” a Procida

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Giovedì 17 e venerdì 18 maggio 2012, per rinsaldare il rapporto con i marittimi procidani della “Savina Caylyn”, il comandate Giuseppe Lubrano Lavadera e l’ufficiale di coperta Crescenzo Guardascione, la nave della Marina Militare Italiana “Grecale”, che ricordiamo ha partecipato alla liberazione dei marittimi dopo l’estenuante prigionia nelle mani dei pirati somali, sarà alla fonda nella … Leggi tutto

Procida. Festeggia in piazza il rientro a casa dei marittimi sequestrati.

di Gennaro Savio
A diciannove giorni dal loro ritorno a casa, i marittimi procidani tenuti sotto sequestro per mesi sulle navi “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato” hanno voluto pubblicamente ringraziare il generoso popolo di Procida per la grande mobilitazione messa in atto durante il loro lungo e duro periodo di prigionia patito in Somalia. E così le migliaia di procidani che nei mesi scorsi a Procida, a Napoli e a Roma avevano dato vita con coraggio e con orgoglio ad imponenti e incisive manifestazioni di protesta popolare per chiedere l’immediata liberazione di Giuseppe, Enzo, Gennaro e Vincenzo, si sono ritrovati in piazza per una grande festa. [youtube KjGOpxmokFs]

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Savina Caylyn, ancora prigionieri in Somalia

A bordo di una petroliera il tanfo di idrocarburo ti avvolge anche in mare aperto, con il vento che sferza la coperta e, perfino, con la pioggia che picchietta il ferro del doppio scafo. È un odore nauseabondo cui non si ci abitua neanche dopo anni, anzi è lui che si abitua a te entra nei tessuti dei vestiti, nei pori della pelle, impregna i capelli.

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Cresce il business della protezione delle navi dai pirati somali.

Un interessante articolo sulla questione pirateria tratto da Lettera22 per il Fatto Quotidiano.

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Mentre i predoni del mare sono tornati a colpire, prende sempre più corpo un’attività molto fiorente: la protezione ‘privata’ dei carghi, liberalizzata a luglio scorso da decreto ad hoc del governo italiano .

Il 19 settembre scorso, in Mozambico, nella città di Nampula, sono state arrestate cinque persone: quattro cittadini britannici e uno statunitense. L’accusa era di possesso illegale di armi. I quattro si sono difesi dicendo di essere contractors della GreySide, una compagnia di sicurezza privata. Il presunto leader del gruppo, Michael Ferguson, statunitense di 42 anni, ha spiegato alle autorità mozambicane – che hanno rilasciato tutti e cinque – che la sua unità aveva in programma di imbarcarsi su una piccola nave a Pemba e poi fare rotta verso nord, dove avrebbe dovuto trovare una nave più grande e iniziare a “dare la caccia ai pirati” somali. L’obiettivo era di liberare uno dei 18 vascelli che al momento sono nelle mani dei pirati somali, per un totale di 342 marinai delle più svariate nazionalità.

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