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Campania: per ogni attività che nasce ne muoiono due

marco venturi- confesercenti    Allarmanti i dati presentati dalla Confesercenti nei giorni scorsi (in controtendenza rispetto a tante voci positive), secondo la quale in Campania nell’anno solare 2015 sono state oltre 6mila le imprese costrette a chiudere a causa di una crisi ancora imperante. Dal dicembre 2014 allo stesso mese di quest’anno, infatti, ci sono state 6106 imprese (solo a Napoli 3090) che hanno cessato la loro attività (del commercio al dettaglio), a fronte di 3756 nuove iscrizioni. Una percentuale preoccupante giacché – in sostanza – per ogni nuova attività che nasce, ne muoiono due. «Il nostro è un grido d’allarme serio e netto – ammonisce Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Napoli e Campania -. Dov’è lo Stato? È assente, senza dubbi. E invece è chiamato a intervenire, in modo tempestivo e deciso. In questo momento di crisi non è possibile sostenere il 60% di tasse. È impensabile che le nostre imprese sostengano costi di gestione e lavoratori con il 40% del fatturato, senza dimenticare che nel 2016 sono previsti ulteriori aumenti di luce, gas e acqua. I nostri affiliati, gli esercenti e le imprese, sono sempre più deboli. Lo Stato intervenga. Il premier Renzi non può pensare di ridurre nel 2018 le tasse, deve farlo prima: di questo passo tra tre anni ci sarà la cessazione attività di altre 20mila imprese, con oltre 100mila lavoratori che saranno disoccupati, alzando ulteriormente il tasso di disoccupazione in Campania e al Sud. A quel tempo – conclude Schiavo – il malato sarebbe agonizzante, bisogna intervenire per “curarlo” prima». Lo studio della Confesercenti rileva, in generale, che in Campania hanno chiuso circa il 15% di imprese del commercio al dettaglio dell’intera Italia e il 25% del comparto Sud e Isole. Nel contempo nella nostra regione c’è stato solo il 17% di iscrizioni di nuove attività. A mantenere il segno positivo sono la ristorazione (+3,1% a Napoli, 2,8% in Campania), edicole e giornali (+15,7% a Napoli, +9.2% in Campania) e soprattutto il commercio via internet, che registra finalmente un’impennata di iscrizioni di imprese nella nostra regione (+ 21.6% rispetto a dicembre 2014) con boom a Napoli (+28.2%).

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