Cosa dire di questo inizio anno del 2013? Se non che, arrivati appena ai primi di marzo, quest’anno già può essere consegnato alla Storia come l’inizio di un’epoca profondamente nuova in cui la “forma mentis” e il “modus vivendi” cambia in una dimensione radicale. Gli eventi che hanno condotto a ciò sono stati uno di espansione planetaria, cioè le dimissioni del Papa, e un altro racchiuso dentro le mura del nostro Paese, riguardante le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
Per quanto al primo aspetto si assiste alla definitiva e disarmante umanizzazione, nella sua precarietà dell’essere, della figura del vicario di Gesù Cristo sulla Terra, per cui il percorso della vicenda della Chiesa cattolica non potrà essere più come prima. Per il voto in Italia, da lunedì sera, si può ritenere che nella mente e nel cuore di tantissimi elettori, in primo luogo quelli di sinistra, viene seppellita una stagione politica e non sono più disponibili a vedere la presenza delle stesse facce, delle loro concezioni, delle loro strategie e tattiche.
