Gli accadimenti di questi primi mesi del 2012 nel navigare degli itinerari attraverso il nostro Paese che vanno dalla tragica vicenda della “Costa Concordia” a tanti altri episodi come quello, ultimamente, avvenuto al porto di Procida alla “Naide” della Caremar, simbolicamente rappresentano la nave della politica italiana che offre la configurazione di urtare gli scogli degli scandali, della corruzione e del degrado per inclinarsi pericolosamente sulla fiancata della negligenza, della codardia, della superficialità.
Tutto ciò si manifesta come un sistema, un male generalizzato. E’ come se, continuando nella metafora, viene svelato un allarmante deficienza nell’opera dei cantieri navali tanto da costruire navi talmente fragili da condurle fatalmente verso l’affondamento. Per di più, quantunque gli armatori riescono a percepire l’enorme debolezza strutturale, non sentono in sé la giusta determinazione di riconsiderare profondamente il materiale di costruzione e cambiare radicalmente il metodo di lavoro.