Riceviamo e pubblichiamo una nota del Sindacato dei Marittimi rivolta al direttore del “ProcidaOggi” Domenico Ambrosino, nella quale si chiariscono alcuni aspetti della polemica che, in questi giorni, ha visto interloquire le due parti sulla questione legata al ruolo dei media e al rapimento dei marittimi.
“Egregio,
Sono felice nel leggere questo, e appena avremo possibilità pubblicheremo questo (se riesco lo metteremo subito), anche perché SDM Sindacato dei Marittimi è d’accordo con l’allievo, e cioè il clamore dei media purtroppo se da un lato potrebbe fare del bene nella realtà non è così.
SDM infatti riprese politici, armatori e media quando si accesero i riflettori che di fatto rallentarono le trattative. Negli Incontri con i famigliari dei colleghi sequestrati cercammo infatti di aiutarli in tal senso e cioè non zittire i media ma non accendere riflettori.
Attualità
I pirati somali continuano ad essere una continua minaccia
Ferdinando Pelliccia – liberoreporter.eu
Tremate i pirati son tornati a colpire. Dopo oltre due mesi, l’ultimo attacco andato a buon fine era avvenuto lo scorso 5 novembre con la cattura di un peschereccio, una nuova nave è caduta, al largo delle coste dell’Oman, nelle loro mani.
Si era cominciato a ben sperare dopo che il fenomeno della pirateria marittima aveva fatto registrare, dalla scorsa primavera, nel mare della Somalia e Oceano Indiano, pur rimanendo alti il numero degli attacchi ai mercantili, un forte calo degli arrembaggi pirati andati a buon fine.
Una delle ragioni per le quali sono sempre di più i fallimenti che le vittorie dei pirati somali, è stato il ricorso, da parte degli armatori, a team di sicurezza a bordo delle loro navi per difenderle.
Pirateria: i pirati somali ‘preferiscono’ sequestrare le navi italiane.
di Ferdinando Pelliccia via liberoreporter.eu – Il recente sequestro e dirottamento di un mercantile italiano nell’Oceano indiano sembra abbia dato modo di prospettare una fantastica teoria.
Il teorema enunciato è quello che nel mare infestato dai pirati somali sia in corso un attacco premeditato contro le navi battenti bandiera italiana. Di certo questa fantastica ‘pensata’ si basa su qualcosa di vero, ma non certo realistica.
Le navi che battono bandiera italiana, e/o che fanno capo ad armatori italiani, sono le più esposte alle incursioni dei pirati somali in quanto l’Italia è sempre stato un Paese di navigatori per cui i suoi ‘colori’ solcano i mari di tutto il mondo.
Proicda: Come sconfiggere la pirateria?
Il sequestro della “Enrico Ievoli” riapre la discussione, in verità mai spenta, su come far fronte ad un fenomeno come la pirateria che, da artigianale, è diventata una vera e propria industria. ‘Il problema e’ che la questione dei pirati non si e’ mai affrontata in maniera seria: già da tempo avevo proposto di istituire un comitato di studio sul fenomeno”. Questo quanto ribadisco sindaco di Procida, Vincenzo Capezzuto.
Procida: La "Enrico Ievoli" nelle mani dei pirati somali
Neanche il tempo di gioire per la liberazione della “Rosalia D’Amato” e della “Savina Caylyn” che un’altra nave battente bandiera italiana la “Enrico Ievoli” della società armatrice MARNAVI di Napoli, è stata catturata, questa mattina, dai pirati somali. Tra i 18 membri di qeuipaggio (6 italiani, 5 ucraini e 7 indiani), secondo i primi riscontri, … Leggi tutto
E' in edicola il numero di Dicembre 2011 del "ProcidaOggi"
E’ in edicola il nuovo numero di “ProcidaOggi” peridodico di cultura, costume e vita isolana che quest’anno ha festeggiato i suoi 25 anni. In questo numero: – Liberi sani e salvi i marittimi della “Rosalia D’Amato”; – I caduti della seconda guerra mondiale; – La tragedia della “Marina d’Equa” nel mare di Guascogna; – In … Leggi tutto
UGL: Il 2011 anno difficile per la sanità Campana
Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata al Presidente della Regione Campania,On Stefano Caldoro, da parte del dott. Salvatore Calvano, Coordinatore Nazionale Professioni Sanitarie UGL.
“Egregio Presidente Caldoro,
Le scriviamo in qualità di Presidente della Regione Campania nonché di Commissario ad Acta per il Rientro, a causa della grave crisi in cui versa al Sanità Privata, particolarmente nella nostra Regione.
Apprendiamo dalla stampa che da qualche giorno sono stati sbloccati 328 milioni, prima tranche dei fondi FAS, che sono destinati al ripiano del debito della Sanità privata.
La sanità a Procida è stata completamente smembrata.
di Michele Romano
Nei primi giorni di dicembre, dopo lunghe e tortuose polemiche, è stata resa funzionante presso il Presidio Ospedaliero di Procida, la T.A.C., strumento di indagine e di valutazione per lo stato di salute dei cittadini, di fondamentale importanza a maggior ragione per la nostra peculiarità insulare. Ebbene, all’atto di presentazione e di inaugurazione della suddetta macchina ho constatato una strana atmosfera nel senso che da una parte c’era la palese soddisfazione di chi si è speso per la operatività di essa e, dall’altra parte facce funeree, comprese alcune degli operatori del settore.
Savina Caylyn. Torna il sorriso sui volti dei familiari dei marittimi sequestrati
Il giorno dopo la liberazione della petroliera Savina Caylyn la gioia è sempre più grande. Vi proponiano l’articolo di Ferdinando Pelliccia per liberoreporter.eu il giornale online che ha seguito senza sosta la vicenda della nave italiana.
Oggi è un giorno memorabile, ma soprattutto toccante perché è finita un’oppressione che angosciava tanti. I pirati somali hanno finalmente rilasciato la petroliera italiana ‘SAVINA CAYLYN’ e il suo equipaggio di 5 italiani e 17 indiani. Questo momento era atteso dall’8 febbraio scorso quando i predoni del mare, in pieno Oceano Indiano, avevano catturato e dirottato la nave italiana e i 22 lavoratori del mare che vi erano a bordo. Un rilascio in cui non tutti ci hanno sempre creduto, forse in alcuni momenti, quelli più terribili della prigionia, nemmeno gli stessi ostaggi. La situazione però, si è sboccata alcuni giorni fa.
Quando però, è giunta la conferma del rilascio, che si sapeva era imminente, tutti si sono finalmente sentiti liberati e non solo gli ostaggi.
Cetraro. Condannati i pescatori bracconieri che aggredirono il consigliere nazionale dei VAS Emilio Quintieri
Condannati a quattro anni e mezzo di distanza dai fatti, dopo un lungo processo che si è protratto per varie udienze
dinanzi al Giudice di Pace di Cetraro Elisabetta Pelaia. Non si tratta di pericolosi criminali, ma di due pescatori del posto, P.M., classe
1979 e P.M.E., classe 1955, padre e figlio, che nel maggio del 2007, in concorso tra loro, offesero l’onore ed il decoro di Emilio Quintieri, Consigliere Nazionale dell’Associazione Verdi Ambiente e Società Onlus (Vas) minacciandolo con espressioni in dialetto calabrese (“ti uccidiamo, te la faremo pagare, lordo, merda”) e gli cagionarono, colpendolo con pugni e calci, lesioni personali volontarie guarite nel decimo giorno.

